Uno spazio dedicato a tutte le produzioni fantascientifiche, con quel "pizzico" di follia che ci piace tanto !
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giovedì 24 dicembre 2015
martedì 23 giugno 2015
Screamers – Urla dallo spazio
L’altra notte ho fatto uno strano sogno. In
una valle bruciata dalle radiazioni atomiche e dalle schermaglie dei
sopravvissuti, io ed un mio commilitone eravamo di vedetta. Non ricordo cosa
stavamo cercando e da cosa dovevamo difenderci. Ad un certo punto da lontano
vediamo un bimbo vestito di stracci, che ci individua e viene verso di noi.
Noi, ovviamente, non spariamo, ma c’è qualcosa di strano in tutto ciò.
Mentre il bambino di avvicina a Kowalski,
un’illuminazione si fa strada nella mia mente: come ha fatto ad individuarci a
distanza di 3 chilometri, se noi eravamo perfettamente mimetizzati tra la
sabbia ed i detriti?
Ormai era troppo tardi!
“Mike, attento! Non è un bambino!”
“Cosa?….AAAAARGHHHH”
Ormai era troppo tardi!
“Mike, attento! Non è un bambino!”
“Cosa?….AAAAARGHHHH”
Oggi vi presento Screamers – Urla dallo spazio,
film fanta-horror del 1995 diretto da Christian
Duguay, liberamente (molto
liberamente) ispirato al racconto di Philip K. Dick “Modello 2″.
Ho visto alla tenera età di 10 anni, e posso affermare che, nonostante sia ormai vecchio, conserva tutt'oggi un suo fascino.
Ho visto alla tenera età di 10 anni, e posso affermare che, nonostante sia ormai vecchio, conserva tutt'oggi un suo fascino.
La vicenza è ambientata sul pianeta Sirius
6B, area di estrazione di un minerale, il berynium, che però ha causato
fortissime radiazioni che hanno sconvolto la vita sul pianeta-miniera.
Si è così generata una guerra fredda tra la
Terra e l’Alleanza, un’unione di scienziati e minatori
che si oppone all’estrazione del minerale.
In questo scenario quasi post-apocalittico,
l’Alleanza decide di mettere in campo gli Screamers, dei piccoli robot che
agiscono come delle talpe (vedi
Tremors), capaci di fare a pezzi ogni uomo che passa sopra di loro.
Gli Screamers
però, presto raggiungono un proprio stadio di coscienza. Evolvendosi,
cominciano a somigliare moltissimo agli umani, creando in particolare due
modelli anti-uomo: il Bambino,
che ha l’obiettivo di farsi raccogliere dai nemici e farsi condurre alla base,
per poi ammazzare tutti, e l‘Uomo
Ferito, che nei campi di battaglia chiama aiuto fingendosi un
soldato amico, per poi decimare i soccorsi che giungono.
Spetterà al Colonnello Joseph A. Hendricksson (interpretato da Peter Weller) mettersi in contatto con l’Alleanza per unirsi contro le macchine e porre fine a questa follia. Ma forse è già troppo tardi!
Spetterà al Colonnello Joseph A. Hendricksson (interpretato da Peter Weller) mettersi in contatto con l’Alleanza per unirsi contro le macchine e porre fine a questa follia. Ma forse è già troppo tardi!
Screamers
è un B-Movie veramente ben fatto. I personaggi sono ben caratterizzati, anche
se il fatto che siano praticamente tutti militari li rende abbastanza
“impostati” nei modi, rendendo difficile affezionarsi a loro. In compenso
gli Screamers sono resi molto bene, e riescono a far passare un brivido sulla
schiena dello spettatore. Esiste anche un seguito datato 2009, ma di un regista
diverso.
Vivamente consigliato!
Niccolò Helan Savoia
giovedì 18 giugno 2015
Chappie (Humandroid), un film sul dibattito etico del futuro
Siamo qui, nella sera calda d'estate. Sorseggiamo birra o, meglio, io sorseggio birra. Chappie, naturalmente, non può. E' il mio nuovo amico! E' stato bellissimo quando papà me lo ha regalato, sei mesi fa. Ma devo fare come mi hanno detto in Comune: una volta registrato l'androide con il chip senziente, egli non è più un giocattolo, ma una persona come noi.
Chappie ed io siamo come fratelli, lui è libero, ed io gli voglio bene.
Oggi vi presento Chappie (titolo italiano: Humandroid), film del 2015 scritto e diretto da Neill Blomkamp (già conosciuto per District 9 ed Elysium).
Prima di svelarvi perchè amo questo film alla follia e lo rivedrò almeno altre 10 volte quest'anno vi racconto un pò di trama:
La storia è ambientata a Johannesburg, Sudafrica. Dato il crimine dilagante, il Governo sudafricano decide di dotare la polizia di uno speciale prodotto robotico, detto SCOUT. Gli SCOUT sono dei robot guidati da una IA autonoma, non intaccabile dall'esterno, super-resistenti ai proiettili e programmati per far rispettare l'ordine e le leggi nella città. Grazie all'impiego degli SCOUT, la criminalita a Johannesburg cala immediatamente ai minimi storici.
Per ora tutto ok, direte voi: trama già vista e rivista. Ed è proprio qui che si inserisce la novità, la stravaganza che rende questo film non solo un godibile lungometraggio, ma uno spunto per discussioni etiche. Deon, l'ingegnere super-esperto e creatore degli SCOUT, ha sviluppato in gran segreto una intelligenza artificiale superiore, che renderebbe un robot non solo intelligente, ma senziente ed emotivo, capace quindi di provare emozioni come un essere umano. Deon propone la sua invenzione alla direttrice dell'azienda, Michelle Bradley (interpretata dal mostro sacro Sigourney Weaver, grazie!), ma la spietata donna d'affari rifiuta il progetto dell'uomo disinteressata. Allora Deon sottrae un robot malandato dalla fabbrica aziendale e ci impianta abusivamente la sua creazione, dando la vita a Chappie.
Chappie è come un nuovo nato, un ragazzo bisognoso di affetto e cure, come un bimbo umano. Forte, sì, ma dotato di emozioni, diversamente da qualunque altro robot presente a Johannesburg. Questo, la criminalità, ed i personaggi singolari con cui Chappie avrà a che fare lo metteranno a dura prova. Chappie dovrà essere forte per salvare ciò che è più importante: la dignità umana.
So che non vi ho potuto dire molto, e che per alcuni di voi ciò che descritto possa risultare quanto meno banale. Ma vedetelo, ve lo consiglio, anzi ve lo impongo!
Questo perchè Chappie non è un film di fantascienza comune. Questo film instilla nello spettatore la domanda: un essere meccanico senziente ed emotivo, capace di provare le nostre stesse emozioni, ha i nostri stessi diritti ?
Io penso di si. Ne sono convinto. Quando l'uomo creerà (perchè succederà) un suo Chappie, allora avrà finalmente avuto successo in quello che cerca di fare da migliaia di anni: sostituirsi al Creatore. Ma dovrà assumersi delle responsabilità. Perchè un robot dotato di intelligenza senziente-emotiva, capace quindi di provare emozioni, non accetterà la schiavitù dei PC o dei nostri animali domestici. Sarà in tutto e per tutto umano come noi, con cavi al posto delle sinapsi, ma dentro (come si dice nel film) sarà come noi. Avrà un'anima!
Chappie non è come il terminator di Schwarzenegger, che proteggeva John Connor perchè era stato
programmato per farlo. Chappie prende decisioni in base a ciò che sente e crede che sia giusto, senza alcuna pre-impostazione. E, diversamente da Robocop, non ha in sé nessun componente organico.
![]() |
| nel film recitano anche i Die Antwoord, gruppo hip hop sudafricano! |
Non me ne vogliano gli estremisti religiosi: Se Dio ha creato l'Uomo e l'Uomo ha creato Chappie. Allora Dio ha creato Chappie, quindi Chappie ha un'anima.
Non sottovalutate discorsi del genere. Sento (anzi so) che fra una cinquantina d'anni questo sarà il nuovo dibattito etico. Ed allora darete certamente ragione ad un vecchissimo e soddisfattissimo Helan!!!
Nel frattempo però guardate il film, che merita.
Niccolò Helan Savoia
martedì 6 gennaio 2015
Il ragazzo invisibile - La conferma di un grande Regista
Vi
è mai capitato di avere una giornata no? eh! A chi non è capitato. Ogni volta
che ci capita una di quelle giornate, desideriamo di essere invisibili, di
sparire nel nulla, forse anche per fare un dispetto a coloro che ci vogliono
bene. Però, non appena ci passa, ci pentiamo di aver fatto certi brutti
pensieri. A volte però, il desiderio di rimanere invisibili rimane, dentro di
noi...
Oggi
vi presento Il Ragazzo Invisibile, film del 2014 diretto da Gabriele Salvadores,
regista sorprendentemente dotato, già trattato nel nostro articolo dedicato a Nirvana.
Un po’
di trama ! (attenzione: non ci sono spoilers, tranquilli, è
tutto nei primi cinque minuti di film!)
![]() |
| Ammettetelo! anche voi lo avete desiderato almeno una volta ! |
Michele
Silenzi è un giovane ragazzo che, rimasto senza papà, vive una vita tranquilla e triste con una madre sempre al lavoro ed una casa vuota. A scuola le cose
non vanno bene: i bulli non mancano ed il carattere introverso del ragazzo non gli permette di dichiararsi alla
compagna di classe Stella, della quale è follemente innamorato. Deciso a
riscattarsi, il ragazzo tenta il tutto per tutto recandosi ad una festa di Halloween,
meta dei più fighi della scuola. A quella festa potrà finalmente dichiararsi e
smetterla di osservare Stella solo da lontano. Derubato dai bulli, però, lo
sfortunato Michele è costretto a procurarsi il vestito per la festa in un
negozio cinese (!). L'antiestetico vestito da supereroe giallo gli procura,
come era previsto, una pessima figura. Ma il ragazzo non sa cosa sta per accadere.
Dopo aver messo il costume, il giovane ottiene degli strani poteri…
![]() |
| E sotto i vestiti? nulla ! |
Salvadores
affronta il tema del supereroe in modo maturo, coscienzioso e prudente. Senza
osare e senza creare orribili tamarrate come spesso, purtroppo, accade nel
cinema hollywoodiano. Umile, il registra nostrano riesce a creare un ottimo
film di fantascienza, divertente e profondo, con colpi di scena e personaggi
accattivanti. Non manca una buona dose di azione ed i personaggi cattivi sono ben costruiti.
![]() |
| personaggione! |
La
semplicità ed allo stesso tempo la capacità che trasuda dalla pellicola ci
dimostra ancora una volta la decadenza del cinema italiano. L'Italia si sta
trasformando in un paese in cui non conta più l'arte, ma i soldi e le conoscenze.
Solo questo spiega come mai vediamo pellicole, pessime sotto tutti i punti di
vista, ricoperte di fama e gloria, mentre
piccoli gioielli come questo rimangono nell'oscurità, privi del riconoscimento
che meritano. Ma forse è giusto così, forse è meglio che il buon cinema rinasca
pian piano dall'underground, dall'ignorato. Perché è sempre da posti
dimenticati che nascono i nuovi movimenti artistici. Non dimenticatevelo.
Auguri
di Buon Anno !
Niccolò Helan Savoia
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