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lunedì 25 dicembre 2017
domenica 24 settembre 2017
The Host - Il bene è dentro di te
Noi umani non siamo perfetti.
Omicidi, stupri, furti...nonostante il progresso tecnologico e culturale non cessiamo di cadere preda dei nostri istinti più animaleschi e malvagi.
Nonostante questo, però, cerchiamo assiduamente di raggiungere la perfezione. Un mondo senza violenza, senza soprusi, senza male...
Ma se fosse proprio questa nostra imperfezione a renderci quello che siamo. A renderci...umani ?
Oggi voglio parlarvi di "The Host", film del 2013 scritto e diretto da Andrew Niccol (bel cognome!).
Da tempo disponibile sulla piattaforma Netflix, questo piccolo gioiello è stata una vera e propria rivelazione. Ma sveliamo un pò di trama (senza spoiler! sono i primi cinque minuti di film!).
Il mondo di "The Host" è un mondo che gli umani, ormai, hanno perso. La sconfitta è stata dovuta ad una invasione (di "ultracorpiana" memoria) da parte di una miriade di piccoli alieni. Questi alieni, noti come "anime", sono parassiti che prendono il controllo della mente e del corpo dell'organismo ospite, soggiogandone la volontà e le azioni. Non sempre, però, l'assimilazione fra l'anima e la vittima umana va come sperato.
The Host è un film sulla dualità, sui sentimenti in conflitto e su quanto realmente influiscano su di noi concetti apparentemente ideali, come lealtà, coraggio e amore.
E' anche un film che, a suo modo, cerca di insegnarci a non giudicare una persona dalle apparenze, ad essere aperti e tolleranti anche verso coloro che, ad una prima occhiata, sembrerebbero nemici.
Dal punto di vista tecnico il film è più che discreto. Non si tratta di una pellicola ad alto budget, ma non ve ne era bisogno: le vicende narrate sono molto semplici, ma sicuramente originali. Gli attori poi, danno quasi tutti una buona prova, fra cui spicca l'attrice protagonista Saoirse Ronan, che interpreta la giovane e tenace Melanie Stryder
Quelli tra voi che avranno pensato all'Invasione degli Ultracorpi sono in realtà molto distanti da cosa in realtà rappresenta questa pellicola.
Sono molto sorpreso che un film tratto da un libro della Meyer potesse varcare le soglie del mio blog, ma merita veramente.
Lo scontro tra perfetto ed imperfetto, tra bene e male, è solo un contorno di una vicenda che ha un carattere molto più umano che alieno, cercando di trasmetterci che anche un Viandante Interstellare può aver bisogno di qualcosa di più del potere. Forse l'amore ?
Non vi resta che scoprirlo !
Voto: 8 !
Omicidi, stupri, furti...nonostante il progresso tecnologico e culturale non cessiamo di cadere preda dei nostri istinti più animaleschi e malvagi.
Nonostante questo, però, cerchiamo assiduamente di raggiungere la perfezione. Un mondo senza violenza, senza soprusi, senza male...
Ma se fosse proprio questa nostra imperfezione a renderci quello che siamo. A renderci...umani ?
Oggi voglio parlarvi di "The Host", film del 2013 scritto e diretto da Andrew Niccol (bel cognome!).
Da tempo disponibile sulla piattaforma Netflix, questo piccolo gioiello è stata una vera e propria rivelazione. Ma sveliamo un pò di trama (senza spoiler! sono i primi cinque minuti di film!).
Il mondo di "The Host" è un mondo che gli umani, ormai, hanno perso. La sconfitta è stata dovuta ad una invasione (di "ultracorpiana" memoria) da parte di una miriade di piccoli alieni. Questi alieni, noti come "anime", sono parassiti che prendono il controllo della mente e del corpo dell'organismo ospite, soggiogandone la volontà e le azioni. Non sempre, però, l'assimilazione fra l'anima e la vittima umana va come sperato.
Cosa accadrebbe se ci si ritrovasse nella stessa mente, ma in due ?
The Host è un film sulla dualità, sui sentimenti in conflitto e su quanto realmente influiscano su di noi concetti apparentemente ideali, come lealtà, coraggio e amore.
E' anche un film che, a suo modo, cerca di insegnarci a non giudicare una persona dalle apparenze, ad essere aperti e tolleranti anche verso coloro che, ad una prima occhiata, sembrerebbero nemici.
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| Scusi signora, ma deve seguirci. E' troppo umana per noi! |
Quelli tra voi che avranno pensato all'Invasione degli Ultracorpi sono in realtà molto distanti da cosa in realtà rappresenta questa pellicola.
Sono molto sorpreso che un film tratto da un libro della Meyer potesse varcare le soglie del mio blog, ma merita veramente.
Lo scontro tra perfetto ed imperfetto, tra bene e male, è solo un contorno di una vicenda che ha un carattere molto più umano che alieno, cercando di trasmetterci che anche un Viandante Interstellare può aver bisogno di qualcosa di più del potere. Forse l'amore ?
Non vi resta che scoprirlo !
Voto: 8 !
Niccolò Helan Savoia
domenica 21 maggio 2017
BLAME - il film di Netflix
A volte mi chiedo, se il nostro mondo venisse devastato da una forza superiore? Se le strade, i palazzi ed i quartieri per come noi li conosciamo fossero spazzati via, ci sarebbero degli Eroi, persone che in maniera disinteressata e da soli solleverebbero di nuovo l’umanità? E noi, dove saremmo ?
A volte penso che sia meglio non scoprirlo…
Questa, cari amici, era l'intro del mio vecchio articolo su BLAME! -classe 2013-
Oggi torno a parlarvi di questa strana saga fantascientifica, in particolare del recentissimo film dedicato sulla piattaforma NETFLIX!
Per quelli che non hanno letto il vecchio articolo, vi riassumo quello che penso del manga: molto bella l'atmosfera, meno il modo di raccontare storia. I disegni inoltre, pur essendo molto artistici, non aiutano affatto a capire cosa succede nelle varie tavole. Un prodotto strano, che da un lato affascina il lato "weird sci-fi" di ognuno di noi, ma che dall'altro ci lascia un pò di amaro in bocca.
Ed il film di Netflix ? ecco un pizzico di trama senza spoiler!
I membri di uno sfortunato villaggio incastonato nella "Città" cercano provviste ed aiuti nelle terre tecnologiche devastate dal male cibernetico. Scappano continuamente, braccati dai "guardiani" e dagli "sterminatori". Ma forse troveranno un aiuto inaspettato.
Ed ecco a noi il famigerato Killy, protagonista (più o meno) della nostra storia.
Sin da subito saltano all'occhio i grossi difetti della pellicola. Innanzitutto l'animazione, che usa una particolare tecnica 3D che esalta l'aspetto dei personaggi e dell'ambientazione rendendoli più tridimensionali, ma è caratterizzata da un calo di frame veramente imbarazzante. Molte volte, quando i personaggi si muovono, si ha la sensazione che il PC stia laggando, ma non è così.
Certo, dopo un pò ci si abitua, ma credetemi: rovina molto l'estetica del prodotto.
Oltre a questo, il personaggio di Killy, anche se effettivamente nel fumetto era molto taciturno ed introverso, in questo film non è stato caratterizzato per niente. Non parla praticamente mai (circa una ventina di parole in tutto il film!), ed i comprimari (che parlano anche troppo) gli rubano continuamente la scena.
Per esaltare ancora di più il lato taciturno del carattere di Killy, gli autori gli fanno fare cose assurde, riducendolo ad un pupazzo senz'anima. Infine si vede pochissimo ed agisce ancora meno! Solo verso la fine del film sembra svegliarsi, ma per tutto lo svolgimento si ha la sensazione che non sia lui il protagonista, bensì i paesani del villaggio (!).
Io penso che NETFLIX abbia fatto bene a ripescare questo prodotto: speriamo che la nuova fama gli dia più spazio e magari venga creata una serie anime decente (non come quella vecchia, a detta di molti incomprensibile e non fedele alla storia), ma certamente gli autori dovevano fare un lavoro migliore.
Per me è stata una nuova delusione, anche se potenzialmente BLAME! potrei amarlo se fosse più digeribile. Se fosse "fatto meglio".
A coloro i quali vogliono approcciarsi a BLAME!, consiglio di leggere il manga e solo successivamente guardare il film di NETFLIX.
Magari, leggendo le sue strane pagine vi appassionerete alla cupa città tecnologica e tentacolare, venendo trascinati nelle spire dei suoi interminabili livelli.
Tra le tubature e le macerie cibernetiche, Killy esiste ancora. E la sua ricerca non è ancora conclusa.
Niccolò Helan Savoia
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