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domenica 4 marzo 2018

Arès - Un Lottatore solitario contro il Sistema


A volte mi piace osservare i lottatori.

Prima dell'incontro noto che hanno tutti il medesimo sguardo. Perso, altrove. 

Sono concentrati sui loro avversari, pensano ai loro problemi o, peggio, lottano anche per la loro vita ?



Oggi vi presento Arès, film del 2016 del regista francese Jean-Patrick Benes.

E' uno di quei film che, alla prima occhiata alla trama ed alla locandina, non promettono molto. Ma è assolutamente una piccola perla da non perdere.

Ma andiamo con un pò di trama !!!
Bella giornata
La storia si svolte nella Francia del 2035. A seguito di scelte sbagliate dei politici francesi (ed oggi che ci sono le elezioni, è proprio il caso di parlarne!) sono state approvate, in Francia, delle leggi che permettono ai cittadini di utilizzare il proprio corpo al 100%. 
Cosa significa ? Semplice, ognuno può vendere, noleggiare, cedere il proprio corpo alla scienza per quattro spiccioli, nella più tranquilla legalità. 
A seguito della legge è stata instituita l'Arena, uno "sport" in cui energumeni super-dopati, sponsorizzati da compagnie che producono droghe, si scontrano in una arena. Più incontri vince il lottatore con la droga "x", più la compagnia che la produce fa soldi. Le scommesse sono consentite e quindi c'è un giro di grana da far paura. E tutto in una società piena di disoccupati, la cui grande tentazione è divenire anch'essi cavie per il prossimo incontro.

Altro che diete e spinning, qui si fa sul serio !
In questo scenario distopico e violento vi è Anouk (detto anche "Arès") che è un lottatore fallito, che cerca di sbarcare il lunario e sopravvivere alla giornata. Ma non sa che una congiura è stata ordita ai suoi danni, poiché egli è più speciale di quanto pensa.

Sarà solo contro il Sistema, o troverà preziosi alleati ?

Arès è un film che bisogna guardare senza troppi pregiudizi. Bisogna chiarire subito che non è un film incentrato sulla lotta e la violenza (della serie "protagonistafigopicchiatuttielietofine") ma è più profondo di quanto sembra, e la lotta è solo una "scusa" per poter mostrare allo spettatore una storia cruda, ma molto interessante.

A volte le apparenze ingannano!
Ho apprezzato molto questo personaggio !
Il film non si perde in filosofie o in ripresa d'autore, ma ci lancia subito in una ambientazione che è un misto fra "Blade Runner" e "Banlieue 13" molto ben realizzato.

I "deuteragonisti", poi, sono molto simpatici e stemperano lo stile molto tetro della pellicola e il mutismo del nostro eroe, che però ha anch'egli una certa ironia molto nascosta (molto!)

Null'altro da dirvi se non di fare un salto su NETFLIX, dove potrete vedere questo bel lungometraggio in lingua originale (purtroppo niente doppiaggio questa volta ragazzi!).


Niccolò Helan Savoia