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domenica 29 giugno 2014

Splice – l’Umano che crea l’Umano. il Mostro che crea il Mostro



Vi ha mai sfiorato la mente l’idea di costruirvi una ragazza perfetta ? Non nascondo che a volte il pensiero mi sfiora ma..siamo davvero sicuri che creare un essere senziente sia cosi facile?

E se sbagliassimo nel processo e creassimo un mostro ?


Oggi vi presento Splice, film del 2009 diretto da Vincenzo Natali (noto sopratutto per il film The Cube, ma anche Cypher non era male !).
 
Il film tratta, appunto, della creazione. La creazione della vita, dell’intelligenza e anche del male.
Tutto si svolge all’interno di un centro di ricerca all’avanguardia : i dottori Clive (un allampanato Adrien Brody) ed Elsa (interpretata da Sarah Polley) lavorano sulle mutazioni del DNA animale. Modificando il dna, i due affiatati coniugi creano molti esseri originali, utili, con il loro patrimonio genetico, a curare molte malattie che affliggono l’uomo. Nulla di più di ammassi di carne in movimento ma, ad un tratto, riescono nell’impossibile. Modificando il DNA delle loro ultime malfatte creazioni, danno vita ad un feto umano.
Il feto cresce ad una velocità folle ed i finanziatori si tirano indietro. Cosi i due coniugi decidono di portare avanti il loro progetto autonomamente ed in gran segreto. Portano l’essere neonato nella loro casa in campagna e cominciano a farlo crescere, fino a quando l’essere non assume (nel giro di pochi mesi !) le sembianze di una bella ragazza.

L’essere differisce dall’uomo per alcuni dettagli, come la forma degli arti inferiori, della testa e la presenza di una coda (molto acuminata a dire il vero!). Questa ragazza potrebbe dare il nobel ai due dottori, ma loro non hanno fatto i conti con una realtà : non ci si può sostituire a Dio!
Questo film mi ha molto colpito. Nonostante il tema trattato sia stato già visto in molti altri film, qui è diverso. È molto più sporco, malato ed allo stesso tempo stranamente affascinante.Gli effetti speciali davvero curati (la quasi totale assenza di computer grafica è sempre ben accolta) rendono davvero coinvolgente la vicenda, sopratutto nelle scene in cui appare l’Essere. Il film contiene, inoltre, molte scene davvero strane: una su tutte quella del rapporto tra Clive e l’essere. Cosi sbagliata e paurosa ma allo stesso tempo eccitante!

Cosa c’è che non va in questa pellicola ? forse Natali vuole farci capire che l’Uomo è un essere molto piccolo ma le sue mire di grandezza a volte lo spingono oltre il limite. Un limite che non bisognerebbe mai valicare !

Sconsigliato ai minori dei 14 che potrebbero rimanerne oltremodo turbati ! Per tutti gli altri sicuramente questo Splice potrebbe essere un ottimo modo di passare la serata finendo, sicuramente, a porsi domande filosofiche sull’uomo e sull’Esistenza !


Niccolò Helan Savoia

martedì 10 giugno 2014

Speciale Giger ! ( Riposa in Pace Amico Mio )



Quando ho visto per la prima volta Alien, sono rimasto incantato dal paesaggio oscuro e desolante della nave aliena visitata ad inizio film. Quelle strutture enormi ed impossibili malcelavano una grande civiltà, che aveva una tecnologia ben superiore alla nostra (civiltà che poi andremo a scoprire in Prometeus).

Poi, una volta faccia a faccia con l’Alien, mostro extraterrestre affamato di carne umana, ho subito notato quanto fosse strano, quanto elaborato, il corpo di questa creatura.

Non potevo immaginare chi ci fosse dietro tanta genialità!





Oggi vi presento Hans “Ruedi” Giger, pittore e scultore di nazionalità Svizzera, creatore materiale della creatura nota come Alien, purtroppo deceduto il 12 Maggio di quest'anno.

Questo signore (parecchio inquietante, a giudicare dagli scatti presenti in rete) era un artista riconosciuto nel campo della fantascienza, noto per l’approccio dark e weird che ha sempre avuto nelle sue opere.

I disegni e le sculture che vi mostro parlano chiaro, lo stile di quest’artista è veramente unico nel suo genere.
E’ noto al grande pubblico per aver scolpito l’Alien, e dato ad esso quella forma strana ed inquietante, che i registi ricollegano a simbolismi sessuali e sociologici. Ma non solo, egli ha anche scolpito la pistola “spara-denti” del film di Cronemberg, eXistenZ.

Giger ha recepito tantissime influenze nei suoi lavori (vi basti fare un giro su internet per ottenere l’elenco dei suoi artisti ammirati da giovane) ma ritengo che moltissimo abbia tratto dai disegni infernali di William Blake, da me sempre ammirati per i tratti apocalittici e simbolici che li contraddistinguono.

Giger era noto per dipingere, e scolpire, strani esseri, metà uomo e metà macchina, noti come “biomeccanoidi”. 
Queste creature non sono propriamente dei cyborg, ma sono più che altro una fusione grossolana e negativa del corpo umano con la macchina. Il cyborg, per come lo immaginiamo noi, potrebbe essere un umano con braccia bioniche. Il biomeccanoide invece, potrebbe essere una donna fusa con un impianto industriale, che forma con lei un tutt’uno, condannandola a rimanere per sempre fusa ad esso, e senza il quale non potrebbe vivere.

I visi nei disegni di Giger denotano grande sofferenza, ma anche una sorta di trascendenza forzata. Una superiorità cosmica ai mortali, degna dei migliori Urania.

Molte delle sue opere sono esposte al Museum H.R. Giger, situato all’interno del medioevale castello di St. Germain, nel borgo di Gruyères (Svizzera) ed ufficialmente aperto il 20 giugno del 1998.


 

Riposa in Pace Amico Mio, con Te abbiamo veramente perso un grande artista. 



Niccolò Helan Savoia


lunedì 2 giugno 2014

R.I.P.D. - Poliziotti dall'Aldilà

Mi capita spesso di incontrare pazzi per strada. A volte mi sorprendo ad osservarli, provando molta pena per loro. Odio il fatto che Dio ci abbia creato diversi, ed alcuni meno sfortunati.
Sapete, nell'Antica Grecia i pazzi non venivano emarginati, perchè si riteneva che essi fossero stati "toccati dagli Dei", e proprio per questo la loro mente non poteva contenere tutto il loro sapere e, di conseguenza, si comportavano in modo "strano".

Forse dovremmo imparare qualcosa dagli antichi greci...





Oggi vi presento R.I.P.D. - Poliziotti dall'Aldilà, film del 2013 diretto da Robert Schwentke, tratto da un fumetto omonimo.

Da tempo non vedevo un film che riuscisse ad essere divertente, credetemi. Ultimamente si tende molto a riciclare le battute da film vecchi e, per chi li ha visti, alla lunga può risultare parecchio frustrante ! Invece in questa piccola perla l'ironia, unita ad una trama frizzante, gioca un ruolo importante ed è dosata alla perfezione.

Vi svelo un pò di trama ( tranquilli, NO spoiler !)

Nick Cruz Walker (interpretato da Ryan Reynolds) è un bravo poliziotto. Quindici anni di onorato servizio, una carriera smagliante ed una moglie affettuosa. Sembra tutto ok ma Nick, che vuole avere più soldi nel suo conto in banca, decide di farsi corrompere insieme al suo partner. Una serie di scelte sbagliate lo porteranno a lasciarci le penne durante una sparatoria con dei criminali, ma non è finita per il nostro simpatico poliziotto corrotto. Il protagonista, infatti, una volta morto viene ingaggiato dalla R.I.P.D. (Rest in Peace Department), un corpo scelto formato dai migliori poliziotti di tutti i tempi che collaborano per mandare in gattabuia i Dev, pericolose anime criminali, apparentemente umani ma in realtà mostri tremendi, che si ostinano a rimanere sulla terra per scopi macabri e riprovevoli. Nick, se vorrà avere qualche possibilità di non finire all'inferno, dovrà fare un turno di lavoro nella R.I.P.D. (appena cento anni!) e cercare di non farsi ammazzare di nuovo. Si, perchè una volta uccisi di nuovo, si viene cancellati dall'esistenza, e non è una cosa bella !


Nella sua missione Nick non sarà solo, ma avrà come partner uno dei più cazzuti sceriffi del vecchio west : Roycephus "Roy" Pulsipher, interpretato dal  Maestro Jeff Bridges (Il Grande Lebowski, Crazy Heart, Tron, Il Grinta) : un vecchio cowboy dai metodi discutibili e dalla buona parlantina. 

Ragazzi, questo film è fatto bene. E' difficile spiegarlo in altri modi : le riprese dinamiche, gli effetti speciali, la caratterizzazione dei personaggi, ogni cosa è stata curata affinchè il prodotto finale fosse fatto bene. E poi l'ironia! L'ironia nelle immagini e nei personaggi, simpatici e strambi al punto giusto. Ognuno di loro ha delle imperfezioni, ma ne fa la propria forza riuscendo a far ridere e sorridere lo spettatore. Il protagonista, poi, ha un suo carattere e si discosta notevolmente dal concetto di "belloccio senz'anima" che purtroppo sta imperversando nelle produzioni fantascientifiche recenti (non prendetevela, ma cito ad esempio il personaggio di Jake Sully in Avatar).

Indovinate chi sono questi due ?
Basta poco per fare un film bello, Signori, basta sforzarsi di non seguire la massa e seguire solo il proprio cervello. Una dimostrazione in R.I.P.D. ? La trovata degli "Avatar",  semplicemente esilarante !

Ve lo consiglio vivamente. Un film adatto da vedere in compagnia di pochi, ironici amici !



Niccolò Helan Savoia