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martedì 23 giugno 2015

Screamers – Urla dallo spazio



L’altra notte ho fatto uno strano sogno. In una valle bruciata dalle radiazioni atomiche e dalle schermaglie dei sopravvissuti, io ed un mio commilitone eravamo di vedetta. Non ricordo cosa stavamo cercando e da cosa dovevamo difenderci. Ad un certo punto da lontano vediamo un bimbo vestito di stracci, che ci individua e viene verso di noi. Noi, ovviamente, non spariamo, ma c’è qualcosa di strano in tutto ciò.
Mentre il bambino di avvicina a Kowalski, un’illuminazione si fa strada nella mia mente: come ha fatto ad individuarci a distanza di 3 chilometri, se noi eravamo perfettamente mimetizzati tra la sabbia ed i detriti?
Ormai era troppo tardi!
“Mike, attento! Non è un bambino!”
“Cosa?….AAAAARGHHHH”




Oggi vi presento Screamers – Urla dallo spazio, film fanta-horror del 1995 diretto da Christian Duguay, liberamente (molto liberamente) ispirato al racconto di Philip K. Dick “Modello 2″.
Ho visto alla tenera età di 10 anni, e posso affermare che, nonostante sia ormai vecchio, conserva tutt'oggi un suo fascino.
La vicenza è ambientata sul pianeta Sirius 6B, area di estrazione di un minerale, il berynium, che però ha causato fortissime radiazioni che hanno sconvolto la vita sul pianeta-miniera.
Si è così generata una guerra fredda tra la Terra e l’Alleanza, un’unione di scienziati e minatori che si oppone all’estrazione del minerale.
In questo scenario quasi post-apocalittico, l’Alleanza decide di mettere in campo gli Screamers, dei piccoli robot che agiscono come delle talpe (vedi Tremors), capaci di fare a pezzi ogni uomo che passa sopra di loro. Gli Screamers però, presto raggiungono un proprio stadio di coscienza. Evolvendosi, cominciano a somigliare moltissimo agli umani, creando in particolare due modelli anti-uomo: il Bambino, che ha l’obiettivo di farsi raccogliere dai nemici e farsi condurre alla base, per poi ammazzare tutti, e l‘Uomo Ferito, che nei campi di battaglia chiama aiuto fingendosi un soldato amico, per poi decimare i soccorsi che giungono.
Spetterà al Colonnello Joseph A. Hendricksson (interpretato da Peter Weller) mettersi in contatto con l’Alleanza per unirsi contro le macchine e porre fine a questa follia. Ma forse è già troppo tardi!

Screamers è un B-Movie veramente ben fatto. I personaggi sono ben caratterizzati, anche se il fatto che siano praticamente tutti militari li rende abbastanza “impostati” nei modi, rendendo difficile affezionarsi a loro. In compenso gli Screamers sono resi molto bene, e riescono a far passare un brivido sulla schiena dello spettatore. Esiste anche un seguito datato 2009, ma di un regista diverso.

Vivamente consigliato!

Niccolò Helan Savoia

giovedì 18 giugno 2015

Chappie (Humandroid), un film sul dibattito etico del futuro

Siamo qui, nella sera calda d'estate. Sorseggiamo birra o, meglio, io sorseggio birra. Chappie, naturalmente, non può. E' il mio nuovo amico! E' stato bellissimo quando papà me lo ha regalato, sei mesi fa. Ma devo fare come mi hanno detto in Comune: una volta registrato l'androide con il chip senziente, egli non è più un giocattolo, ma una persona come noi. 

Chappie ed io siamo come fratelli, lui è libero, ed io gli voglio bene.



Oggi vi presento Chappie (titolo italiano: Humandroid), film del 2015 scritto e diretto da Neill Blomkamp (già conosciuto per District 9 ed Elysium).

Prima di svelarvi perchè amo questo film alla follia e lo rivedrò almeno altre 10 volte quest'anno vi racconto un pò di trama: 

La storia è ambientata a Johannesburg, Sudafrica. Dato il crimine dilagante, il Governo sudafricano decide di dotare la polizia di uno speciale prodotto robotico, detto SCOUT. Gli SCOUT sono dei robot guidati da una IA autonoma, non intaccabile dall'esterno, super-resistenti ai proiettili e programmati per far rispettare l'ordine e le leggi nella città. Grazie all'impiego degli SCOUT, la criminalita a Johannesburg cala immediatamente ai minimi storici.

Per ora tutto ok, direte voi: trama già vista e rivista. Ed è proprio qui che si inserisce la novità, la stravaganza che rende questo film non solo un godibile lungometraggio, ma uno spunto per discussioni etiche. Deon, l'ingegnere super-esperto e creatore degli SCOUT, ha sviluppato  in gran segreto una intelligenza artificiale superiore, che renderebbe un robot non solo intelligente, ma senziente ed emotivo, capace quindi di provare emozioni come un essere umano. Deon propone la sua invenzione alla direttrice dell'azienda, Michelle Bradley (interpretata dal mostro sacro Sigourney Weaver, grazie!), ma la spietata donna d'affari rifiuta il progetto dell'uomo disinteressata. Allora Deon sottrae un robot malandato dalla fabbrica aziendale e ci impianta abusivamente la sua creazione, dando la vita a Chappie. 

Chappie è come un nuovo nato, un ragazzo bisognoso di affetto e cure, come un bimbo umano. Forte, sì, ma dotato di emozioni, diversamente da qualunque altro robot presente a Johannesburg. Questo, la criminalità, ed i personaggi singolari con cui Chappie avrà a che fare lo metteranno a dura prova. Chappie dovrà essere forte per salvare ciò che è più importante: la dignità umana.

So che non vi ho potuto dire molto, e che per alcuni di voi ciò che descritto possa risultare quanto meno banale. Ma vedetelo, ve lo consiglio, anzi ve lo impongo!

Questo perchè Chappie non è un film di fantascienza comune. Questo film instilla nello spettatore la domanda: un essere meccanico senziente ed emotivo, capace di provare le nostre stesse emozioni, ha i nostri stessi diritti ?

Io penso di si. Ne sono convinto. Quando l'uomo creerà (perchè succederà) un suo Chappie, allora avrà finalmente avuto successo in quello che cerca di fare da migliaia di anni: sostituirsi al Creatore. Ma dovrà assumersi delle responsabilità. Perchè un robot dotato di intelligenza senziente-emotiva, capace quindi di provare emozioni, non accetterà la schiavitù dei PC o dei nostri animali domestici. Sarà in tutto e per tutto umano come noi, con cavi al posto delle sinapsi, ma dentro (come si dice nel film) sarà come noi. Avrà un'anima!
Chappie non è come il terminator di Schwarzenegger, che proteggeva John Connor perchè era stato
programmato per farlo. Chappie prende decisioni in base a ciò che sente e crede che sia giusto, senza alcuna pre-impostazione. E, diversamente da Robocop, non ha in sé nessun componente organico.

                  nel film recitano anche i Die Antwoord,                   gruppo hip hop sudafricano!
Non me ne vogliano gli estremisti religiosi: Se Dio ha creato l'Uomo e l'Uomo ha creato Chappie. Allora Dio ha creato Chappie, quindi Chappie ha un'anima.

Non sottovalutate discorsi del genere. Sento (anzi so) che fra una cinquantina d'anni questo sarà il nuovo dibattito etico. Ed allora darete certamente ragione ad un vecchissimo e soddisfattissimo Helan!!!

Nel frattempo però guardate il film, che merita.



Niccolò Helan Savoia