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martedì 25 marzo 2014

[SPECIALE] Niccolò - Diario di un Sopravvissuto



Cari Lettori, quest'oggi vorrei proporvi qualcosa di diverso! 
Sapete, molto tempo fa (alla tenera età di 23 anni !) partecipai ad un progetto di scrittura creativa su internet. Purtroppo ho dimenticato totalmente il nome di quel progetto, che comunque non andò molto bene. Ma quello che conta è che consisteva in una raccolta di racconti brevi del genere zombie-postapocalittico.Un idea molto bella a mio parare. I racconti dovevano essere ambientati in Italia e nel nostro tempo, e tutta la vicenda doveva essere narrata in prima persona, attraverso l'uso di un diario Word. Ah, dimenticavo. Gli zombie qui corrono, e si chiamano gialli.

Ecco il contributo che diedi al progetto, senza correzioni ne tagli, spero vi piaccia!





 


Diario     :     giovedì 16 dicembre ore 2014, ore 21.36

Scrivo queste prime parole sul pc da me trovato nella Piazza a sud della città; non riesco ancora a credere di essere ancora vivo, ma cercherò di essere più chiaro che posso.
Stamattina la mia abitazione, dove da mesi io ed i miei 2 coinquilini avevamo stabilito la nostra fortezza, è stata attaccata…Il piano dei miei compagni di tornare al centro dell’agglomerato urbano si è rivelato un totale fallimento, che ci è costato molto.
Moltissimo.
Ma andiamo con ordine : il mio nome è Niccolò, a breve dovrebbe essere il mio ventitreesimo compleanno
La vigilia di Natale…
No…non posso piangere adesso, devo continuare a scrivere, a testimoniare per mezzo di un diario-racconto cosa è successo, o meglio cosa hanno fatto accadere nella nostra regione le nostre istituzioni da una parte, e quei mostri chiamati “gialli” dall’altra.

…sono originario di Crotone, una piccola città portuale della Calabria dell’est, ma studio a Cosenza, una città un po’ più grande che si trova nell’entroterra più montuoso e freddo…

Ora mi trovo ancora a Cosenza e fino ad un ora fa sono stato braccato dai gialli, che mi hanno inseguito per circa 10 km; non ho mai corso cosi tanto in vita mia, ma questo non è nulla in confronto a quello che mi è capitato dovendo ritornare nell’area urbana.

Dopo che vi furono le prime avvisaglie di una possibile epidemia, le città della costa calabrese furono presidiate. inizialmente da un contingente molto numeroso di soldati e da una piccola flotta. questo perché, una volta persa la Sicilia, il governo aveva bisogno di uno sbocco che potesse permettere le comunicazioni con il bacino del mediterraneo, senza essere costretti a fare scalo nelle Puglie oppure nell’isola sicula, ormai terra spadroneggiata dai gialli e dalle Bande.
I miei, che abitavano a Crotone, mi sconsigliarono via telefono di raggiungerli, perché vi erano molti disordini ed era capitato che, durante un controllo ad un Pullman proveniente proprio da Cosenza, un soldato un po’ nervoso uccise 3 o 4 ragazzi, prima di essere immobilizzato dai compagni e portato via: stava diventando un giallo.

Ore 21.54
Mi prendo un attimo di pausa; voglio mangiare qualcosa prima di continuare a scrivere…ora mi trovo in un appartamento di un condominio del centro; sono riuscito a seminare i gialli che mi inseguivano attraverso i vicoli delle zone periferiche, fino ad arrivare a quel territorio nebbioso e desolato che è la Cosenza post-epidemia.
La porta era aperta e cosi sono entrato, non ho trovato nessuno all’interno, men che meno  cibo o armi da fuoco, solo un coltello da cucina.
Le persone che vivevano qui devono essere fuggite dopo che c’è stato l’attacco da parte dei gialli fuoriusciti dai boschi, 10 o 12 mesi fa, non me lo ricordo.
Ora sono vicino ad una finestra, mastico una barretta di cioccolato e riprovo a sbirciare verso il palazzo di fronte, per verificare se ciò che ho visto 20 minuti fa era vero, o era solo una allucinazione…..


Io ed i miei coinquilini, Giovanni e Claudio abbiamo deciso di rimanere presso il centro sportivo Cosenza, una grande costruzione, dove erano stipate circa tremila persone, più le forze armate, circa due o trecento uomini;
purtroppo la situazione precipitò di li a poco tempo: la disorganizzazione delle forze armate si fece sentire e gli uomini diminuivano giorno dopo giorno, perché i gialli attaccavano in continuazione il centro, in cerca di carne umana.
Fu li che presi una decisione, convincendo all’istante i miei due compagni: dovevamo andarcene, andarcene subito da li, verso i boschi della Sila, li nessuno ci avrebbe raggiunto perché è risaputo che il freddo li indebolisce, e noi non eravamo sforniti di provviste o sacchi a pelo.

ore 21.57
Eccola !!! o era solo un miraggio? No, non può essere cosi. Sono certo di aver visto qualcuno, credo una ragazza, affacciarsi ad una finestra del palazzo di fronte ; sapevo di far bene a rimanere in quest’appartamento e non scappare. Posso avere una possibilità di raggiungerla e, se è in grado di spostarsi, di raggiungere un posto più sicuro dove nasconderci.
Sono così contento di aver visto un volto umano, anche se da così lontano : per tutto il giorno non ho visto che le sagome dei gialli dietro di me e i morti ammazzati per le strade.

Partimmo, lasciammo il centro sportivo, ridotto ormai ad un lontano ricordo del palazzo affollato di 2 settimane prima : erano rimaste solo 20 o 30 persone più qualche carabiniere, che a stento riuscivano a tenersi in piedi, dopo giornate intere passate a fare la guardia intorno alla costruzione.
Ero molto sicuro di me stesso e della mia idea, e ancora più dal fatto che Claudio e Giovanni mi seguissero; non potevamo resistere a lungo in quelle condizioni, perché presto i carabinieri sarebbero morti, e tutte quelle persone perennemente in preda al panico avrebbero commesso qualche sciocchezza con le armi rimaste.
Proprio il giorno della nostra partenza ci fu una violentissima rissa tra due famiglie, che si contendevano un sacchetto con delle scatolette all’interno;  ci furono 13 feriti ed un morto, che misero in uno sgabuzzino.
No, non potevamo rimanere li per molto.
Uscimmo di nascosto dal centro, approfittando di un cambio di guardia, e ci dirigemmo verso i boschi.
Li trascorremmo circa 9 giorni, nutrendoci delle provviste dei nostri zaini ed evitando accuratamente le zone da cui si sentivano spari o urla dei gialli.
Facemmo un piccolo campo, in un boschetto vicino alla superstrada, da cui potevamo avvistare eventuali macchine: avevamo una pistola, che un carabiniere aveva dato a Giovanni, ed io ero armato di un grosso coltello da macellaio.
Ma il cibo fini prestissimo, nonostante avessimo 3 grosse sacche piene di scatolette di ogni tipo, riempite nei vari supermercati nei quali ci imbattemmo nel nostro viaggio verso la sicurezza degli alberi…
Cosi, non ci restò che decidere : seguire la strada verso la Sila profonda, oppure tornare in città e recuperare del cibo.
Fu li che Giovanni ebbe un idea: calcolando che la nostra vecchia abitazione, di cui conservavo le chiavi,  si trovava esattamente dalla parte opposta rispetto al centro sportivo, dove erano asserragliate le ultime forze umane e la concentrazione di gialli era al massimo, si poteva dire che il nostro quartiere sarebbe stato desolato, con pochi…pochissimi gialli e diversi supermercati pieni di scatolette di cui fare incetta.
Io e Claudio inizialmente eravamo restii, ma non avevamo alternative: dovevamo tornare indietro perché le profondità della Sila non erano certo un posto ospitale, e saremmo morti di fame; mentre invece tornando in città avremmo avuto una speranza…
 
Ore 22.25
La batteria è arrivata a metà della carica, mi resta circa un ora e mezza di autonomia; Ho messo un pezzo di cartone attaccato alla finestra, ci ho scritto VIVO ALL’INTERNO; spero che la ragazza di fronte lo noti…non posso urlare perché farei accorrere i gialli, che sono sicuro perlustrano ancora il quartiere, cercandomi….
Ho deciso, domani mattina andrò in perlustrazione nel palazzo di fronte, e cercherò di trovare quella ragazza…dovrebbe essere circa al quarto piano, e sicuramente è da sola, visto che oltre lei non ho visto nessuno; ora che ci penso da quasi un ora non vedo più il suo viso affacciarsi alla finestra….

L’idea di Giovanni si rivelò fondata : il quartiere era pressoché sgombro e la nostra abitazione era come l’avevamo lasciata…
Presto ci stabilimmo all’interno e barricammo la porta, portando all’interno quante più scorte potevamo…
Passavamo delle giornate intense, a cercare metodi per produrre energia elettrica unendo i pezzi di una caldaia, oppure facendo razzie nelle abitazioni vicine in cerca di utensili o armi.
In quel periodo sentii per l’ultima volta i miei, prima che il mio cellulare si spegnesse…
Avevamo il tacito accordo che, per non far scaricare la batteria del cellulare, lo accendevamo una volta ogni 3 giorni verso mezzogiorno, e solo per i pochi minuti che ci servivano per chiamarci ed aggiornarci sulla nostra situazione.
Quella chiamata durò molto di più però, perché mi informarono che i militari avevano deciso di andare via, e che tutti i sopravvissuti venivano caricati a forza su una nave; molti furono i padri che si ribellarono perché avevano cari in città vicine, come figli all’università di Cosenza, ma le loro suppliche non vennero ascoltate  e l’ultima chiamata consumò la batteria del mio cellulare tra i miei pianti, le suppliche inascoltate di mia madre ai soldati e le parole di mio padre : “tieni duro, figlio mio, non ti arrendere mai, sei il mio eroe !”.
Un dolore insopportabile…
Avevo deciso di farla pagare a qualcuno…non so a chi, ma qualcuno doveva pagare per le sofferenze che stavamo patendo io, i miei e tutte le persone del sud.
Quei maledetti politici insinuavano già da tempo che il sud era perduto, che solo il potente nord doveva salvarsi, ignorando che il paese era uno solo e che al sud le persone morivano a centinaia…a migliaia, perché i politici non si decidevano a mandare più truppe di supporto a fare da scudo contro i folli attacchi dei gialli.
Fu il giorno in cui decisi di raggiungere Crotone, che i gialli attaccarono…
Avevamo ignorato la finestra che dava sul cortile interno, ed il facile accesso che si poteva avere da quel punto, e non la barricammo bene.
Fu tutto molto veloce.
Durante la notte, 5 gialli irruppero in casa e saltarono addosso a Giovanni che era vicino alla finestra; Giovanni estrasse la pistola e sparo in testa ad uno di loro, ma gli altri 4 lo travolsero e lo morsero al collo, recidendogli la carotide…
Io e Claudio ci precipitammo li per aiutarlo e, mentre io ficcavo il mio coltello nel cranio di uno, Claudio si tuffò sugli altri brandendo una sedia.
Il mio avversario giallo cadde a terra sputando sangue, morto…Claudio fracasso la sedia in testa ad un altro, ma si era avvicinato troppo e i restanti 2 lo agguantarono cominciando immediatamente a mangiarlo…
Claudio mi urlò “vattene!…”, mentre lo divoravano, ancora vivo.
Io, in preda al panico abbandonai il coltello nel cranio del giallo morto di fronte a me e mi rifugiai nella mia camera; da li, trovandomi al primo piano, avevo la possibilità di calarmi dal balcone sulla strada sottostante; lo feci, ed in men che non si dica correvo a perdifiato, senza una meta e inseguito dalle urla dei gialli accorsi al rumore dello sparo; mentre correvo, piangevo…
ieri notte mi sono reso conto di quanto la vita umana sia fragile…

23.31
Io, credo di… ho sentito un rumore fuori dal pianerottolo, vado a vedere dallo spioncino.
La porta non è blindata, può essere abbattuta….
Se non tornerò, salvate questo mio scritto e portatelo alla mia famiglia…




 Niccolò Helan Savoia




lunedì 17 marzo 2014

Piccola intervista agli autori di Z.E.D. – Zebedei Elettronici Danneggiati



La luce della tarda mattinata filtra attraverso le imposte socchiuse. La stanza è piena di una Luce strana, che col Buio forma un abbraccio promiscuo quanto compiaciuto.

Apri gli occhi fissando il piano della scrivania in verticale:  cadere addormentati sulla scrivania mentre  si disegna è ormai diventata un abitudine, vero?

All’improvviso qualcosa attira la tua attenzione: dietro l’amplificatore del tuo basso,  ormai impolverato  e vittima della tua stessa pigrizia, qualcosa si è mosso.
Sgrani gli occhi e cominci a tremare, qualcosa muove i fili dietro l’apparecchio. L’ombra resa folle dalla luce fioca proietta sul muro forme impensabili mentre il piccolo Essere fa capolino da dietro il tuo Marshall.

È minuscolo, goffo,  fatto di fili. Dice di chiamarsi  Jack 


.

Oggi vi presento “ZED” ! Fumetto tutto italiano, frutto della collaborazione di due autori calabresi davvero molto promettenti.
Anziché farvi una recensione (è uscito solo un numero, è ancora presto !) in occasione della publicazione della Puntata 0 voglio proporvi una vecchia intervista fatta, in occasione del riuscito Lamezia Comics 2013, proprio agli autori Danilo Sirianni (in arte Das) e Salvatore Capolupo (in arte Headwolf).
Il primo laureato in filosofia del linguaggio e della comunicazione, il secondo in ingegneria informatica, hanno unito i loro cervelli per dar vita all’interessante fumetto Z.E.D. (Zebedei Elettronici Danneggiati)

N.B. : questa intervista è precedente all'uscita del primo numero del fumetto.

Niccolò : Ci troviamo al Lamezia Comics, qui il vostro Niccolò che intervisterà Danilo e Salvatore, autori di Z.E.D. – Zebedei Elettronici Danneggiati. Saltiamo i preliminari ed andiamo subito al sodo: cos’è ZED ?

Danilo : Zed è un fumetto, o almeno quello che dovrebbe comprendersi in maniera più intuitiva.
Però il progetto Zed è qualcosa che va un po’ oltre. Ha infatti la particolarità di essere un fumetto interattivo. In che modo si può rendere un fumetto interattivo ? in diversi modi in realtà. Quando si legge il fumetto sul Web è possibile scovare dei banner segreti che ti rimandano ad altri link, oppure giocare a dei videogiochi presenti all’interno del fumetto. Di tutto quest’aspetto se ne occupa Salvatore, che è il programmatore.  Infatti l’intestazione del fumetto è “scritto, disegnato e programmato da Danilo e Salvatore”. In particolare io mi occupo dei disegni, Salvatore della programmazione, ed insieme ci occupiamo dei testi e delle sceneggiature. Cedo la parola, sul tema dell’interattività, appunto, a Salvatore.

Salvatore : Io, sotto questo punto di vista, mi sono occupato della parte “Web” più semplice, cioè l’integrazione del fumetto nella Rete, renderlo leggibile su cellulari, palmari, desktop e pc di ogni tipo. Inoltre abbiamo pensato di aggiungere una parte interattiva a ZED, creata attraverso “Unity”, che è un ambiente di programmazione per videogiochi in tre dimensioni, che potenzialmente ti da la possibilità di creare un ambiente in cui inserire personaggi in 3D. Questo farà parte del fumetto. Sarà una parte integrante del fumetto, oserei dire. Per questo motivo noi pubblichiamo online e non su cartaceo. Il cartaceo ti limita notevolmente sotto questo punto di vista, mentre la versione digitale ti da molte più possibilità. Di prossima pubblicazione infatti è “ZED Invaders”, che vedrete a breve sul blog : Zed Invaders è una variante in chiave autoironica del famoso Space Invaders degli anni 80, che noi abbiamo ambientato anziché nello spazio in una chat (che potrebbe essere di Skype come anche di Facebook), dove i “mostri” sono le emoticon, che lanciano le lettere, quasi a costringerci ad interagire con gli altri, mentre noi invece ci ribelliamo utilizzando il nostro povero Jack (mascotte del fumetto), che sarà torturato selvaggiamente per l’ennesima volta.

Danilo : c’è un’altra cosa da dire : noi abbiamo scelto appunto di pubblicare in digitale. Però il fumetto viene pensato come se fosse cartaceo, infatti il formato, che l’utente troverà quando ad Ottobre uscirà il numero 0 dal titolo GAME OVER (incentrato sui videogiochi) sarà identico al formato cartaceo. Ci saranno delle tavole, delle pagine e noi daremo la possibilità a chi ha il feticismo di sfogliare, il feticismo della cellulosa (!) di stamparlo e leggerlo comodamente. Ci saranno molti formati di stampa : A3 A5 e diversi tipi di file per molti supporti. Non neghiamo che anche noi abbiamo il feticismo del cartaceo, è bello avere il fumetto tra le mani senza prese elettriche e connessioni, lo riconosciamo! Però, come diceva Salvatore, sfruttare il Web è una buona opportunità e può allargare i confini del fumetto tradizionale, rendendolo qualcosa di più!

Niccolò: quindi sarebbe virtualmente possibile in futuro aggiungere dei piccoli videogiochi nelle stesse tavole del fumetto ?

Danilo : ci stiamo lavorando !
Salvatore : l’idea a cui vogliamo arrivare è proprio quella di inserire l’interattività in questi termini, senza seguire strade già fatte come sdoppiare la storia con bivi etc.
Danilo : in realtà anche questa soluzione narrativa potrebbe essere da noi presa in considerazione, in futuro. Però questo tipo di interattività è falsa ! scegliere la strada non consiste in nient’altro che questo. Io ho un bivio, strada A e strada B. prendo la strada A, leggo ciò che gli autori mi hanno disegnato. E poi, naturalmente, come tutti abbiamo fatto quando ci siamo trovati in queste situazioni, rileggiamo di nuovo il passaggio per prendere la strada alternativa. Quindi questa interattività, in realtà, è qualcosa di artificioso e finto. È una falsa interattività.

Niccolò : Un’altra domanda. Come nasce un numero, una tavola di Z.E.D., come vi organizzate nel lavoro ?

(risate)

Salvatore : questa è la parte divertente. Noi siamo molto tassativi sul fatto che


i toni non debbano mai essere grevi, cioè si cerca di rendere tutto, non pop, ma fruibile a chi non è particolarmente avvezzo alla fantascienza. Noi inseriamo dei riferimenti che però possono un po’ essere letti da tutti. Dal punto di vista del lavoro ciò comporta che : io ad esempio scrivo la sceneggiatura di un numero seguendo un idea di base, Danilo mi fa notare che questa idea applicata alla sceneggiatura non va più bene e va modificata, e naturalmente nel frattempo facciamo il concept grafico. Quindi le due cose vanno di pari passo. Ad un certo punto diciamo : “si l’idea e questa”. Ma non era vero niente e la cambiamo di nuovo !

Danilo (ride) : si infatti, poi arrivo io con un’altra sceneggiatura e dico “Salvatò ma che ne dici se facciamo cosi?”. Scoprendo che poi non è definitiva neanche quella, prendiamo le due sceneggiature, le uniamo e in base alle idee grafiche che ci vengono, insieme ad ultime modifiche  abbiamo un prodotto finale.
Salvatore : solitamente la storia che voi vedete sulla tavola è la sintesi di almeno una decina di versioni, senza esagerare. Purtroppo non si può inserire tutto ! altrimenti dato il tipo di argomento che trattiamo, è facile cadere nel “già sentito” e “già visto” , oppure di diventare troppo didascalici, spiegando tutto quanto.
Danilo : il nostro peggiore incubo sarebbe diventare didascalici, come Tex. Bonelli ogni parola che utilizza mette l’asterisco, nota a pie di pagina e spiega che cosa significa questa parola.
Salvatore (ride) : infatti gli indiani in Tex, dovevano difendersi non solo dai cowboys ma anche dalle didascalie di Bonelli !

Niccolò : immagino che questa soluzione narrativa da voi utilizzata, il lasciare molto all’interpretazione sia molto stimolante per il lettore, al fine di ripensare poi a determinate tavole con domande del tipo : cosa hanno voluto intendere gli autori in quel numero ? si potrebbero creare anche spunti di discussione. Ma come è nata in voi l’idea di fare questo fumetto ?

Salvatore : Inizialmente c’erano degli schizzi che mi ha fatto vedere Danilo due anni fa. Era un fumetto cyberpunk con ambientazione post-apocalittica. era molto serioso come fumetto, e conteneva anche idee originali. C’erano personaggi promettenti, ma resta il fatto che fosse troppo serioso !
Io e Das
Certo, noi non abbiamo nulla in contrario ai toni seri, infatti Danilo ed io siamo grandi estimatori, rispettivamente, della fantascienza e dell’horror.  Però a noi piace anche sdrammatizzare, trovare i lati ironici e contraddittori delle cose. Quest’idea di base è stata unita alle nostre passioni per il fumetto leggero, ma al tempo stesso costruito in un modo intelligente, come potrebbe essere al top della sua espressione, Rat-Man di Ortolani. Lui parte dall’idea del supereroe, personaggio che soffre e che subisce la doppia personalità e poi la rende volutamente “umana”.
Danilo: noi facciamo leva su cose che tutti condividiamo. Non ci caliamo in una dimensione totalmente “altra” rispetto a noi. Infatti per questo abbiamo scelto di mettere noi due come protagonisti del fumetto, nonostante l’idea di base era quella di usare protagonisti fittizi. Però storie totalmente fantasiose (tipo “guerre stellari”) sono molto difficili da raggiungere, molto affascinanti sicuramente, ma ripeto difficili da raggiungere a livello personale. Come si fa ad immedesimarsi facilmente in un hobbit che si reca su un vulcano e lancia un anello nella lava ? E’ difficile !

Niccolò; mentre invece immedesimarsi in un personaggio immerso nell’urbano e nel virtuale, come purtroppo (o per fortuna, dipende dai punti di vista) siamo noi tutti, risulta molto più facile e più leggero.

Danilo : Si! ti faccio un esempio, nel momento in cui noi parliamo del problema di un social network, lo capiamo tutti anche se ci inseriamo elementi di fantasia (come Osiride, la malvagia divinità di ZED, che plasma i dati della rete). Questi problemi vengono compresi  perché sono supportati da un qualcosa che noi oggi viviamo. Il futuro di cui parliamo non è nient’altro che il presente. La puntata 0, della quale puoi vedere in anteprima le tavole qui al Lamezia Comics, inizia proprio con un “nel lontano 2013”, quasi a fare un vezzo al genere del post-apocalittico.

Niccolò : forse già ci troviamo in un futuro immaginato da autori del passato

Danilo : esatto ! ci troviamo sicuramente in un futuro che hanno previsto grandi della fantascienza come Philip K. Dick o, nel cyberpunk in senso stretto come Gibson o Sterling.

Niccolò : purtroppo non senza l’alienazione che ne deriva in molti casi. Ho notato con piacere che vi ispirate molto ad icone dei film come la bella Cherry Darling di Planet Terror per il personaggio di Rosalia. Possiamo sapere, come anticipazione, come piccolo spoiler, se incontreremo personaggi ispirati a B-Movie o addirittura quei personaggi, visto che si sta parlando di una dimensione parallela.

Danilo : glielo diciamo ?
Salvatore : si
Danilo : diciamoglielo ! si, TANTISSIMI ! ci sono diversi livelli di realtà in ZED. Ce ne sono almeno tre : il primo è la Realtà del Fumetto, che ricalca la nostra realtà, dove ci sono personaggi reali. Ma per reali intendo veramente reali. Ci siamo Io, Salvatore, Roberta e poi che ne so… tu (!) Amici , persone che non sono famose ma con le quali interagiamo ogni giorno, litighiamo e facciamo pace, usciamo eccetera…condividendo letture e passioni.
La seconda dimensione è la Realtà Virtuale, la dimensione di Zed, dove potrai trovare tutti i personaggi di tuti i B Movie che puoi immaginare, horror, fantascienza e chi più ne ha più ne metta! Anche perché noi un po’ ne capiamo. Infatti Salvatore è un vero cultore, ha scritto di horror, ha collaborato alla stesura di un libro sull’horror italiano (Stracult horror. Guida al meglio (e al peggio) del cinema horror italiano anni ’80). Io sono molto ferrato sull’argomento fantascienza ed in particolare il cyberpunk, perché amo moltissimo la letteratura cyberpunk, come Philip K. Dick, che apprezzo tanto e del quale ho voluto mettere molti riferimenti in ZED. Il messaggio nascosto (non nel senso porno del termine!) è quello di voler condividere col pubblico i libri che possiedo. Io sono in particolare molto felice quando leggo fumetti che mi danno questi messaggi.

Niccolò : per noi amici degli autori di ZED, leggere un loro numero equivale ad un esperienza di meta lettura. È facile ritrovare i propri amici ed i propri conoscenti. Per concludere questa intervista e lasciarvi alla vostra pubblicità…..

Danilo (ride) : Salvatore ti ha già lasciato, sta programmando ZED Invaders per far giocare i ragazzi che passano a darci uno sguardo !

…..sembra anche molto difficile come gioco infatti ! mi pare sia appena morto !

….. beh il primo numero si chiama “Game Over” quindi lui ha messo difficoltà hard! Cosi se uno perde poi si guarda intorno spaesato e legge “Game Over”. E’ proprio un nerd !

Niccolò: volete lasciare un messaggio ai lettori che si aggirano nel cyberspazio. Dare un vostro contributo anche ai lettori di Weird Sci-Fi ?

Danilo : noi vogliamo ringraziare tutti quelli che ci seguono, ed in particolare scusarci con coloro che ogni tanto ci chiedono : “ma quando cavolo esce questa puntata zero?”. Zed è totalmente gratuito e sul sito potrete leggerlo, scaricarlo, stamparlo, giocarci, tutto ciò che volete. E facile raggiungerci, seguiteci !
Salvatore (ride) : si la puntata zero è diventata un mito ! però se foste qui oggi potreste leggerla ! il sito (zedfumetto.it) sarà aggiornato a breve con qualche novità e qualche striscia a sorpresa !




Beh, che dire! Sono molto fiero che, proprio dalla nostra Calabria, provengano iniziative cosi interessanti ed originali, non mi resta che salutarvi e…. augurarvi buona lettura con il numero 0, intitolato GAME OVER !



Niccolò Helan Savoia