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martedì 6 gennaio 2015

Il ragazzo invisibile - La conferma di un grande Regista

Vi è mai capitato di avere una giornata no? eh! A chi non è capitato. Ogni volta che ci capita una di quelle giornate, desideriamo di essere invisibili, di sparire nel nulla, forse anche per fare un dispetto a coloro che ci vogliono bene. Però, non appena ci passa, ci pentiamo di aver fatto certi brutti pensieri. A volte però, il desiderio di rimanere invisibili rimane, dentro di noi...




Oggi vi presento Il Ragazzo Invisibile, film del 2014 diretto da Gabriele Salvadores, regista sorprendentemente dotato, già trattato nel nostro articolo dedicato a Nirvana.

Un po’ di trama ! (attenzione: non ci sono spoilers, tranquilli, è tutto nei primi cinque minuti di film!)

Ammettetelo! anche voi lo avete desiderato almeno una volta !
Michele Silenzi è un giovane ragazzo che, rimasto senza papà, vive una vita tranquilla e triste con una madre sempre al lavoro ed una casa vuota. A scuola le cose non vanno bene: i bulli non mancano ed il carattere introverso del ragazzo non gli permette di dichiararsi alla compagna di classe Stella, della quale è follemente innamorato. Deciso a riscattarsi, il ragazzo tenta il tutto per tutto recandosi ad una festa di Halloween, meta dei più fighi della scuola. A quella festa potrà finalmente dichiararsi e smetterla di osservare Stella solo da lontano. Derubato dai bulli, però, lo sfortunato Michele è costretto a procurarsi il vestito per la festa in un negozio cinese (!). L'antiestetico vestito da supereroe giallo gli procura, come era previsto, una pessima figura. Ma il ragazzo non sa cosa sta per accadere. Dopo aver messo il costume, il giovane ottiene degli strani poteri…


E sotto i vestiti? nulla !
Salvadores affronta il tema del supereroe in modo maturo, coscienzioso e prudente. Senza osare e senza creare orribili tamarrate come spesso, purtroppo, accade nel cinema hollywoodiano. Umile, il registra nostrano riesce a creare un ottimo film di fantascienza, divertente e profondo, con colpi di scena e personaggi accattivanti. Non manca una buona dose di azione ed i personaggi cattivi sono ben costruiti.

personaggione!
La semplicità ed allo stesso tempo la capacità che trasuda dalla pellicola ci dimostra ancora una volta la decadenza del cinema italiano. L'Italia si sta trasformando in un paese in cui non conta più l'arte, ma i soldi e le conoscenze. Solo questo spiega come mai vediamo pellicole, pessime sotto tutti i punti di vista, ricoperte di fama e gloria, mentre piccoli gioielli come questo rimangono nell'oscurità, privi del riconoscimento che meritano. Ma forse è giusto così, forse è meglio che il buon cinema rinasca pian piano dall'underground, dall'ignorato. Perché è sempre da posti dimenticati che nascono i nuovi movimenti artistici. Non dimenticatevelo.


Auguri di Buon Anno !


Niccolò Helan Savoia