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martedì 24 dicembre 2013

DeadBrain - Tra Realtà ed Incubo



Mi ha sempre affascinato il mondo dei sogni. Non so come mai; forse perchè La dimensione Onirica trascende la realtà di tutti i giorni. In essa  il nostro inconscio sfoga le sue voglie, le sue frustrazioni. Sarebbe bellissimo rimanere per sempre in un bel sogno, dove magari siamo attori, maghi o re.

Il problema, però, è che non esistono solo i sogni….




Oggi vi presendo DeadBrain, webcomic del 2013, in corso, firmato dal fumettista Teddyas.

Non appena ho iniziato a visualizzarlo sulla pagina, non ho potuto fare a meno di pensare a Berserk.


La cura nel disegno, e quel modo cosi oscuro di tratteggiare volti altrimenti angelici ricordano tantissimo il buon Miura. Ovviamente la mano che traccia il disegno è molto più giovane, ma a mio avviso molto dotata e promettente.

Maria, cosi si chiama la protagonista. La fanciulla del sogno: prigioniera, artista, inconsapevole cavia dell’esperimento di uno scienziato. Egli l’ha rapita e la tiene segregata nella sua sala operatoria, dove la costringe a compiere l’atto che ci risulta forse più naturale. Dormire e sognare.

Ogni volta che Maria sogna, entra in contatto con una dimensione di cieco orrore e di oscura nefandezza. Biechi mostri ossuti (simili ad aliens) popolano il desolato paesaggio che la circonda. Vogliono lei. La vogliono per portarla al loro Signore. La vogliono viva.

Le domande pratiche, legate alla realtà (chi è Maria ? perché è stata rapita?) lasciano spazio al coinvolgimento nell’Onirico. Non conta più la realtà. L’autore vuole forse comunicarci che se vogliamo salvarci, dobbiamo prima di tutto fare la pace con i nostri Sogni.

Gli episodi di DeadBrain scorrono come un fiume di dormiveglia sulla pagina del lettore. Una puntata dopo l’altra ci caliamo nella dimensione fantastica di Maria. Nel suo Sogno, nel suo Incubo.










PS: DeadBrain può essere trovato e letto gratuitamente nella pagina dell'Autore !!!



Vi auguro un buon Natale ed un Felice Anno Nuovo !



Il Vostro  Niccolò Helan Savoia

domenica 22 dicembre 2013

[URANIA] Una Voce da Ganimede - Brillante vicenda ai confini tra fantascienza e commedia



Sapete, a me non è mai piaciuto guardare la televisione. Da bambino la guardavo con pigrizia, più che altro costretto dai miei. Le uniche cose che apprezzavo veramente erano i vari anime trasmessi su reti locali, e qualche trasmissione culturale. A volte però beccavo “hai paura del buio?” e cambiavo radicalmente idea. Interi pomeriggi a guardare quei paurosi racconti dell’orrore, piccolo ed inconsapevole schiavo della scatola luminosa, macchina che vuole essere osservata ma che in verità osserva noi, ipnotizzati dal suo bagliore tenue…





Oggi vi presento Una Voce da Ganimede, Urania del 1991 scritto da Bradley Denton (titolo originale : Buddy Holly is alive and well on Ganimede).
Sarò sincero, questo Urania mi ha fatto “scassare” dalle risate. È un ottimo esempio di come commedia e fantascienza possano andare a braccetto come vecchi compagni di bevute, senza stancare ed annoiare!
La vicenda è molto strana e particolare, diversa dalla stragrande maggioranza di Urania seriosi che siamo abituati a leggere.
Ricordate Buddy Holly? Nemmeno io in verità! Holly era un musicista cantautore americano, considerato uno dei pionieri del rock ‘n roll, morto nel 1959.
Un bel giorno le trasmissioni di tutto il mondo vengono interrotte da un video dove appare proprio il musicista. Il problema è che Buddy è morto da tempo! E non è una replica di uno spettacolo, è proprio lui in diretta ! Dietro il suo volto confuso si riconosce uno strano paesaggio. Somiglia vagamente a Marte, ma ha qualcosa di diverso. Buddy parla con gli spettatori straniti e quasi nel panico affermando di sapere di essere morto, ma di essere totalmente all’oscuro del perché e del come una cosa del genere possa accadere. Conclude affermando che la soluzione del mistero la conosce solo Oliver Vale, nominativo che il musicista ha trovato in un pezzo di carta nelle tasche dei pantaloni.
E chi è Oliver Vale ? è il protagonista della nostra vicenda. Ragazzo tranquillo e normalissimo che vive in una stazione di servizio nel caldo deserto, e che nulla sa di quanto sta accadendo. Delle rivolte dei cittadini che sono stanchi di vedere solo Buddy Holly su Marte che fa lo scemo, della CIA che lo sta rintracciando per arrestarlo, di misteriosi sicari di oscure origini che stanno per bussare alla sua porta. Cosa succederà? E cosa c’entra il povero Oliver in questo baccano?
Signori, fidatevi, questo Urania è veramente unico nel suo genere. Strambo, divertentissimo, caotico ed a volte addirittura poetico nel descrivere le vicende, Bradley Denton stupisce e si fa ammirare dal lettore. Un libro sicuramente da conservare e da non dimenticare !

Vi lascio con un pò di musica del caro Buddy


 

Niccolò Helan Savoia

martedì 17 dicembre 2013

Psycho Pass - le teorie Lombrosiane applicate alla psicologia


Diverse volte, nel corso dei miei studi, mi è capitato di imbattermi nelle teorie di Lombroso. 

Cesare Lombroso, medico, antropologo, criminologo e giurista di metà Ottocento, fondava le sue teorie criminologiche sulle caratteristiche fisiche dell'individuo.

In breve, la propensione alla criminalità ed il comportamento sociale di una persona, secondo Lombroso, potevano essere facilmente previsti tramite un analisi prettamente fisica e fisionomista del soggetto. Caratteristiche particolari del cranio erano chiaro segnale di una devianza che avrebbe certamente portato l'individuo alla malavita. Queste persone secondo Lombroso dovevano, semplicemente, essere "curate" in manicomio.



Ovviamente le teorie Lombrosiane erano sbagliate e, per certi versi, non c'era neanche bisogno di confutarle. Però mi chiedo, e se si trovasse davvero il modo di scoprire se un individuo è propenso al crimine o meno tramite, che so, un analisi o un check up?

La nostra società ne trarrebbe profitto o nascerebbero nuovi pregiudizi ed ingiustizie?





Oggi vi presento Psycho Pass, anime del 2012 scritto da Gen Urobuchi (noto per alcuni OAV di Black Lagoon).

(nota: ciò che vi descrivo NON è uno spoiler, poichè nella prima puntata si viene a conoscenza facilmente di tutto, grazie alla scorrevolezza dell'anime)

In Psycho Pass avviene una sorta di rivisitazione cyber delle teorie Lombrosiane, ma con una piccola differenza : è la mente delle persone a determinare la loro propensione al crimine.

Nella società futuristica descritta nell'opera ogni individuo ha, suo malgrado, innestato nel corpo un apparecchio, detto appunto Psycho Pass. Lo Psycho Pass misura costantemente i parametri della mente del soggetto : felicità, tranquillità. rancore, stress. tutti questi elementi formano infine un indice colorato che fornisce l'esatto "Coefficente di Criminalità".
quando il Coefficente di Criminalità di una persona supera una certa soglia (in media 140, 130) quella persona è considerata un "Criminale Latente".
il Criminale Latente è una persona che ancora non si è macchiata di alcun delitto, ma che ne ha una fortissima propensione, tanto da comportare l'immediato arresto del soggetto ed il suo inserimento in un programma terapeutico. Quando il coefficente di criminalità arriva oltre i 200, quella persona è considerata "Passibile di Esecuzione" e per il Dipartimento di Sicurezza è doveroso eliminarla, senza discussioni.

Per comprendere quanto paranoica ed ossessiva sia la società descritta nell anime, basti pensare che i dati relativi agli Psycho Pass dei cittadini sono pubblici ed aggiornati in tempo reale. Quindi tutte le relazioni umane, da quelle lavorative a quelle amicali, finanche all'amore, sono influenzate irrimediabilmente dall'indice di criminalità che ognuno porta con se.

Qui entrano in scena gli "Ispettori" e gli "Esecutori". Gli Ispettori sono dei "detective" che intervengono sulla scena del crimine, coadiuvando e dirigono l'operato degli Esecutori: queste anime tristi sono delle persone con un altissimo coefficente di criminalità, ma alle quali è stata data un alternativa. Servire per tutta la vita da "cani da caccia" per il Dipartimento di Sicurezza. Essi vivono nella caserma, e possono uscire solo quando è stato commesso un crimine che richiede il loro intervento. Sono gli Esecutori ad arrestare ed uccidere le persone, perchè se lo facessero gli Ispettori, in breve tempo il loro coefficente di criminalità (che varia in base allo stress) salirebbe a tal punto da comprometterli.

Protagonista dell'anime è Akane Tsunemori, neo ispettore del Dipartimento che vede dipanarsi davanti ai suoi giovani occhi la differenza tra teoria e pratica. Akane è una ragazza inesperta, si, ma è capace di pensare con la sua testa e non teme di mettere in discussione i metodi dei superiori. Il suo carattere giocherà un ruolo fondamentale nella vicenda e nei rapporti tra lei e Shinya Kogami.
Shinya è un Esecutore (molto simile fisicamente a Spike Spiegel di Cowboy Bebop) che vive la sua triste condizione come tutti gli altri, ma ha un segreto. Cosa sarà mai ?

Vi consiglio caldamente questo anime. E' delizioso, scorrevole, piacevolmente cyber senza mai eccedere. Inoltre non pecca di troppa cripticità, come molti altri anime sci-fi della scena attuale. I personaggi, infine, sono molto ben caratterizzati e, sopratutto, originali.
Volendo essere polemici, Psycho Pass è quello che Ghost in the Shell non è mai riuscito ad essere.

Spero che, almeno con il tempo, acquisti la fama che merita.


Niccolò Helan Savoia

mercoledì 11 dicembre 2013

Gyo – esseri aberranti dagli abissi profondi

Sapete, a me piace molto fantasticare sul mare e sulle creature che ci abitano. Le speculazioni sulle profondità degli abissi suscitano sempre in me  curiosità ed eccitazione. Purtroppo però, come capita spesso, molte fantasie possono suscitare in noi paure. La paura dell’Ignoto.




Oggi vi presento Gyo, manga del 2001 di Junji Ito, mangaka horror giapponese famoso anche per Tomie e Uzumaki (dal quale è stato tratto un film, che un giorno vi recensirò).
Questo manga può essere considerato “creepy”, nell’accezione più internettiana del termine, ma anche “weird” per altri aspetti. L’ho trovato negli oscuri meandri di un forum che era ormai chiuso da anni e sono certo di aver scoperto un prodotto veramente strano.
Innanzitutto bisogna soffermarsi sui disegni dell’autore. Devo fare i complimenti al mangaka, perché lo stile è semplice e deciso, ma allo stesso tempo lascia una firma diversa in ogni personaggio. Sapete cosa intendo, in molti manga si distingue un personaggio dall’altro per la forma di capelli o per la corporatura. E questo è veramente triste, considerando quanti bravi disegnatori non vedono mai luce e fama.
La trama è semplice quanto efficace. Una coppia di fidanzati sono in vacanza in un resort di Okinawa (Giappone) quando un essere orribile assale la loro casa. Sembra un pesce, ma ha qualcosa di diverso. Appare in decomposizione, emana un tanfo infernale e, cosa non meno importante, ha delle zampe da ragno!
Si, avete capito bene. Immaginate come sarebbe avere in casa un merluzzo in decomposizione con delle zampe da ragno che vi assale. Di certo non sarebbe una bella esperienza, no ?
Ma non è tutto. Dal mare cominciano ad uscire pesci di ogni forma e dimensione, tutti dotati di queste graziose zampette. E quando intendo tutti i pesci intendo tutti. Squali compresi.
I due fidanzati si troveranno a fronteggiare una vera invasione di questi orribili esseri, e scopriranno, loro malgrado, che tutto il Giappone sta per essere colpito. Giappone che, per certi versi, ha la colpa di tutto questo.
Bisogna dire innanzitutto che, nonostante il tema possa sembrare degno di un b-movie dell’Asylum, la trama ha una certa originalità di fondo. Si sa raccontare ed i personaggi sono tutt’altro che stereotipati. La ragazza, ad esempio, è una vera e propria rompiscatole (probabilmente la detesterete quanto l'ho detestata io!) per natura, ed il suo carattere non l’aiuterà certo a cavarsela.

Ma ho detto troppo! Vi lascio alla lettura appassionata di Gyo!

Niccolò Helan Savoia

martedì 10 dicembre 2013

Tetsuo - the Iron Man



A volte, quando mi trovo immerso nella confusione urbana, penso a quanto l’uomo si sia allontanato dalla propria condizione originaria, naturale.
Secolo dopo secolo, progresso dopo progresso, abbiamo trasceso la nostra esistenza organica. C’è chi passa notti ad agire nel cyberspazio, chi lavora ogni giorno della sua esistenza montando e smontando parti meccaniche.
Ma cos’è ciò che abbiamo intorno, cosa ci domina, cosa simboleggia ciò che stiamo raggiungendo. Cosa stiamo diventando?
In cosa. Ci stiamo. Trasformando.



Signore e signori. Oggi vi presento TETSUO : THE IRON MAN.
Da dove cominciare? Non ne ho la minima idea. Lascerò che la penna scriva. Anzi, ma chi voglio prendere in giro! Lascerò che le mie dita scorrano su questa fredda tastiera.
Recensire questo film è impossibile, chiariamolo subito. Diciamo che nella più assoluta umiltà posso provare a parlarvene, questo sì! Immaginate di essere al pub a discutere di cinema e rilassatevi.
Questo film risale al lontano 1989 (tenete bene a mente la data) ed è il primo lungometraggio di Shinya Tsukamoto, giovane regista esordiente giapponese.
L’ho scoperto qualche anno fa ad una riunione di esperti di cinema. Aspettavo da tempo un film che mi facesse rivoltare le budella. Ed in quell’occasione, da un angolo oscuro della sala, tra visi che mal celavano ostentata sapienza e avevano dimenticato il piacere dell’ignoranza, mi giunse una vocina: “ehi tu! Mi hanno detto che ti piacciono gli horror, eh? Beh… che ne dici di vedere Tetsuo? Non è proprio un horror, però beh… diciamo che non te lo scordi, ecco!”.
Tornato a casa mi misi alla ricerca del film.
Me lo procurai una mattina, e quel giorno le lezioni universitarie per me erano totalmente incolore, aspettavo soltanto di poter tornare nel mio appartamento per vederlo!
Tornato a casa, stanco, infreddolito e con qualche linea di febbre, mi preparai una fetta di carne e la mangiai nella mia camera, guardandolo.
Fu un autentico trip.
Io non potevo neanche lontanamente immaginare, che da un film del lontano 1989, girato con pochissimi soldi, 4 attori e nulla più, potesse venir fuori un opera così estrema.
Il film è parecchio vasto. Dice molte cose anche se dura solo un ora, e fa moltissime citazioni. Una di queste la potete capire solo avendo letto i miei precedenti articoli (Tetsuo, vi ricorda qualcuno?), molte delle altre non potrò spiegarvele neanche io.
Ma una cosa è certa, la trasformazione dell’uomo ed il suo disagio sono il tema centrale di questo lungometraggio. L’uomo, per Shinya, è arrivato ad un punto di non ritorno. Le metropoli di cemento e ferro non riescono a trattenere tutte le ipocrisie del progresso umano. 
Proprio come il corpo del protagonista, che non riesce a trattenere il ferro che ha dentro, che non tarderà a venir fuori, in modi inimmaginabili.
Essenzialmente ritengo che Tsukamoto abbia saputo usare le proprie risorse a pieno ed abbia spianato la strada, non solo al cyberpunk, ma a svariate altre prospettive nell’ambiente del cinema nipponico. Anche se credo che nessuno riuscirà mai creare opere simili.
Cominciamo dal video. L’aspetto estetico della pellicola è uno sporco, oscuro, bianco e nero. Il regista ha fatto questa scelta consapevolmente perché sapeva che le trasformazioni, il movimento del ferro, non avrebbero mai reso con la fotografia schifosa delle macchine dell’epoca. E qui sta il genio.
Il movimento del ferro, ed anche altri effetti speciali come razzi e super-velocità, sono stati interamente creati con la stop-motion. In questo Shinya è stato un grande a mio avviso, ha saputo creare degli effetti veramente superlativi, sembrano veri. Il computer non è stato usato quasi per niente.
Le deformazioni del viso, i sorrisi malati e le urla disumane sono stati ben interpretati dagli attori, uno dei quali è lo stesso Shinya, mentre il protagonista è interpretato da Tomoworo Taguchi, che spesso sarà il protagonista dei film del grande regista.
Le musiche? Un genere industrial che non avevo mai sentito, e di cui ancora cerco artisti capaci di ricrearne le atmosfere. Dall’inizio le musiche mi hanno trasmesso un malessere, misto ad un senso di epico palpabile.
E non è tutto! Questo film ha dato avvio ad una interessante trilogia, firmata sempre dal grande Tsukamoto.
La trama non ve la svelo perché, vi giuro, rovinerei tutto! Vi consiglio di guardare questo film con tutto il mio cuore (non ringraziatemi, il film è presente su youtube, completo e sottotitolato in italiano).


Niccolò Helan Savoia