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lunedì 27 gennaio 2014

Event Horizon – Punto di non Ritorno



Sapete, mi capita sovente di chiedermi: Cos’è Dio ? Esiste un universo, una dimensione oltre alla nostra? Una volta morti, ascenderemmo ad un’esistenza superiore o spariremmo nell’oscurità per sempre ? Io penso che il Paradiso esista, perché ci sono persone che lo meritano tutto.
Ma se esiste il Paradiso… esiste anche l’Inferno?








Oggi vi presento Punto di non ritorno, film horror fantascientifico del 1997 diretto da PaulW.S. Anderson (Resident Evil, Soldier).
 
La Event Horizon (titolo originale del film) è un’astronave, scomparsa durante il suo primo viaggio, che invia inaspettatamente un messaggio di “sos” alla Terra dopo ben sette anni che se ne erano perse le tracce.

Ricomparsa nell’orbita del pianeta Nettuno, verrà raggiunta dalla astronave di soccorso Lewis and Clark, dove milita il capitano Miller, interpretato dal bravo Laurence Fishburne, ed il Dottor William Weir interpretato dal mitico, inquietantissimo Sam Neill (attore da me molto apprezzato, soprattutto nella Trilogia dell’Apocalisse di John Carpenter).


I nostri eroi troveranno la nave in stato di abbandono, con segni evidenti di un massacro accaduto tra le sue paratie : un caso di isteria collettiva, forse? La verità, a volte, è peggio della fantasia.

Una volta scoperto l'Arcano, all'equipaggio della Lewis and Clark dovrà affrontare una corsa contro il tempo per fuggire dall'astronave, salvando sia le loro vite che le loro anime.

Ho amato questo film fin da quando avevo  11 anni, quando lo vidi per la prima volta, perché è capace di mostrare allo spettatore quanto potrebbe essere terribile e terrificante l’Inferno. Una dimensione parallela, cosi paradossalmente vicina alla nostra da far paura.

Non pensate mai di poter controllare forze più grandi di voi.

Altrimenti potreste trovare ciò che cercate !


Niccolò Helan Savoia
 

 

domenica 19 gennaio 2014

Remember me - Mai scordarsi di lottare per la libertà !




A volte sottovalutiamo l’importanza dei ricordi. Ciò che noi abbiamo fatto, provato e sentito in passato ci rende ciò che siamo. Ma, il più delle volte, siamo incuranti delle nostre origini, cosi tesi ad andare avanti nella nostra strada.
I ricordi, in realtà, possono aiutarci ad agire meglio facendo tesoro delle nostre esperienze. Senza ricordi saremmo solo un guscio vuoto privo di importanza.




Oggi vi presento Remeber me, videogioco del 2013 della casa francese DONTNOD Entertainment, pubblicato dalla Capcom.
Questo gioco mi ha davvero dato un po’ di respiro. Sapete, oggi come oggi nel mercato videoludico la vita non è facile per l’utente. Tra sparatutto senz’anima e sequel di serie troppo antiche, il povero giocatore è costretto a rovistare negli angoli dei negozi per trovare qualcosa di veramente interessante.
Remember me è la conferma che qualcosa di bello ancora si produce; vi spiego perché.

La trama, ragazzi, quanto è importante la trama in un videogioco! E non solo! Saperla raccontare facendola vivere al giocatore ha sempre reso il prodotto finale importante ed in certi casi immortale. Remember me è un gioco che si racconta, che soprattutto si sa raccontare. In certi momenti ho avuto l’impressione di star giocando in un vecchio Urania. Veramente tanto, troppo affascinante!

I ricordi rivestono nella vicenda di Remember me un ruolo importantissimo. In una Neo-Parigi completamente ricostruita dalle ceneri di un conflitto europeo finito male, il nuovo sballo (forse l’unico) è collegarsi al sensen, sistema informatico-neurale che è in grado di condividere (sharare, in gergo) i propri ricordi con gli altri utenti della rete. Facciamo un esempio: il mio amico Quentin ha avuto una storia d’amore con una bella svedese, condivide i ricordi con me ed io quindi conservo il ricordo di un epica storia d’amore e di sesso bestiale nel mio cuore e nella mia anima. Come se l’avessi vissuta veramente.

Tutti i cittadini che possono permetterselo danno i loro soldi alla Memorize, l’azienda che ha creato il sensen e sta aiutando a ricostruire Neo- Parigi. I politici sono suoi, la polizia è un corpo privato sul suo libro paga. La Memorize domina.
Il problema sorge, però, quando l’individuo non riesce a smettere di collegarsi al sensen. In breve tempo diventa come un drogato ed il suo corpo e la sua mente mutano in maniera animalesca in poco tempo. Si diventa dei gusci vuoti, capaci solo di aggredire il prossimo.

Noi, in tutta questa vicenda, vestiamo i panni di Nilin, giovane ed abile Errorista (nome dei sovversivi al governo Memorize) che si oppone al sistema. Non è giusto soggiogare le persone al potere dei ricordi. Non è giusto che il 10% della popolazione possa permettersi tutto ed il resto nulla (Neo-Parigi è circondata da favelas).  Non è giusto, soprattutto, dare tutto il potere nelle mani di una azienda.
Nilin non solo è un abile combattente. È anche in grado di remixare i ricordi altrui utilizzando un sistema simile al Sensen, con effetti però devastanti. Non solo può rubarti un ricordo e cancellarlo per sempre, ma può anche farti pensare che un evento passato sia accaduto in un modo diverso. Immaginate voi stessi le conseguenze.

Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, posso con sicurezza affermare che la grafica è veramente eccezionale. Ciò che mi piace è nel dettaglio:  tutto è curato bene e nessun ambiente è lasciato al caso. Non esistono spazi vuoti nell’ambiente di gioco perché noi ci troviamo in Neo-Parigi. E Neo-Parigi è bella, ma caotica. In alcuni passi mi è sembrato di trovarmi in un anime di Miyazaki.
Signori non mi resta che consigliarvi vivamente di giocare a questo gioco. Il sistema di combattimento, poi, è fatto cosi bene da dare assuefazione !

Vi do un piccolo consiglio però: giocateci con il pad della Xbox 360, perché con la tastiera è un suicidio!

Niccolò Helan Savoia