Sapete, mi ha sempre affascinato il futuro.
Ritengo possibile la nascita di diversi mondi e diverse civiltà a partire dalla
nostra. Verso infiniti spazi e nuove scoperte. A volte, però, mi soffermo a
riflettere sulla natura umana. A volte noi esseri umani siamo animati da una
crudeltà che non ci è propria. A volte trasformiamo il nostro futuro in un
mostro.
Penso sempre a cose simili quando vedo, o
sento, certe cose. Per questo forse mi ha sempre affascinato la fantascienza.
Soprattutto quella che non tende ad idealizzare l’uomo nelle sue scoperte e nel
suo progresso. Ma rende visibili i suoi vuoti e le sue debolezze.
Grandissime, enormi città. Metropoli
tentacolari senza fine, in cui gli uomini vivono ammassati l’uno sull’altro.
Tecnologie impossibili vicine all’umano degrado, quello che è proprio di tutti
i tempi. Abissi senza fondo, astronavi abbandonate, dove tra pareti intrise di
circuiti e cavi, si nascondono i Sopravissuti.
Weird Sci-Fi. Mi piace chiamarlo cosi, ed è
questa particolare visione della fantascienza che voglio condividere con voi.
Inizierò con questo.
AKIRA è un film di animazione, realizzato
nel 1988 (io avevo un anno), ed ispirato all’omonimo manga. L’autore si chiama
Katsuhiro Otomo, teniamolo bene a mente, per dopo.
Ho scelto questo Anime per far conoscere le
radici di questo tipo di Sci-Fi. Autori come shinya tsukamoto, lo stesso Ridley
Scott e molti altri hanno attinto a questa fonte come animali assetati,
producendo opere di incommensurabile valore.
Ma adesso procediamo. Cercherò di proporvi
una recensione, senza rovinarvi il finale. anche se dire “recensirò Akira” può
sembrare forse un po’ troppo ottimista. Non è un opera facile.
Partiamo da ciò che è più tangibile.
Tecnicamente questo anime è perfetto. Non appena avremo avviato il video ci
accorgeremo dei dettagli, degli infinitesimi dettagli che Otomo ha inserito
nelle sue scene. Alcune sembrano delle illustrazioni di Dorè, per la potenza
che esprimono. La città di Neo Tokyo, dove è ambientata la storia, è viva, e
pulsante di fronte a noi!
Trattasi, da quanto ho potuto intuire
(questo anime non ama molto spiegarsi!) di un giappone post Seconda Guerra
Mondiale. Una guerra però in cui ha vinto l’asse Roma-Berlino-Tokio. Ma il film
non si infogna in queste considerazioni storiche, e la presenza della Gestapo e
di pesanti forze armate che girano indisturbate nella città ci serve solo per
comprendere la causa dello stato critico in cui versa la città. È difficile
mantenere l’ordine, e moltissime bande di motociclisti si contendono i territori.
E qui facciamo la conoscenza di Kaneda, capo di uno sparuto gruppo di
moto-teppisti. Altro membro importante del gruppo è Tetsuo, il più piccolo e
debole, protetto da Kaneda.
E qui cominciano alcune note dolenti di
questo film. Purtroppo bisogna essere onesti, questo anime pecca tantissimo di
caratterizzazione dei personaggi. In particolare lo stesso Kaneda, che dovrebbe
essere il personaggio più importante, non è altro che il classico protagonista
carico di bontà, e nulla si intende dei suoi desideri e del suo carattere più
profondo. L’unica cosa che lo distingue è l’amore incondizionato per Kay, una
rivoluzionaria che cerca di sovvertire l’ordine, in particolare le attività che
convergono intorno ad un luogo (il “laboratorio”).
Kay in particolare è un
personaggio che mi ha mandato in bestia. La sua totale mancanza di altruismo ed
affetto nei confronti del protagonista è palpabile. Lo usa in continuazione per
raggiungere i propri scopi.
Nel frattempo, in stranissime circostanze,
il piccolo Tetsuo si imbatte (guarda un po’) in quelli del Laboratorio. Non mi
soffermo sui “cattivi” perché sono parecchio stereotipati, ma possiamo dire che
in questo momento vediamo la nascita del vero protagonista dell’anime.
Tetsuo appunto, è un ragazzo orfano che è
sempre stato vessato dagli altri, ed è stato protetto da Kaneda, il quale lo ha
anche fatto entrare nella banda. Tetsuo prova ammirazione per l’amico ma, e qui
sta il bello, una certa malefica invidia.
Lui vuole essere forte, ma non per
essere pari a lui, bensì superiore, per schiacciarlo.
Le teste d’uovo del laboratorio (un
odiosissimo militare che comanda un branco di soldati e “scienziati”) rapiscono
proprio lui per sottoporlo a degli esperimenti.
In pratica gli sarebbe bastato
chiunque, ma rapiscono proprio lui, così, per caso. Dobbiamo porci delle
domande? Meglio di no.
In breve, nel laboratorio Tetsuo viene
sottoposto ad un trattamento, che insinua in lui la “Forza Vitale”.
E che sarebbe questa forza? Dopo circa un
ora ed un quarto di film ci viene spiegata la teoria.
Ma dato che l’uomo
deriva dalle scimmie, e così via a salire fino agli insetti e ai batteri, è
possibile che abbia conservato la memoria di stadi pre-tempo. Prima ancora
delle Amebe. “Se nel corso di un esperimento fosse stato trasfuso su un Ameba
il potere di un essere Umano?”. Questa è la frase che mi ha lasciato
esterrefatto. Ed è stato questo che hanno fatto a Tetsuo (che diventa il mio
personaggio preferito). Ho visto e rivisto la scena più volte, e sono giunto
alla conclusione che abbiano “sbloccato” in Tetsuo la memoria di questi stadi,
rendendolo potente come se fosse un Ameba inserita nel suo liquido. Capace di
spostare oggetti ed elementi, inglobarli, spostarsi a piacimento. Tutto questo
sotto l’intelligenza umana. Purtroppo.
Tetsuo non tarderà a ribellarsi, e
comincerà a seminare il panico nel laboratorio. Nessun militare riesce a
fermarlo. È una forza ignota. Distrugge pareti, corpi e l’aria stessa con la
semplice “forza”.
Tetsuo verrà informato da altri pazienti
che è parte di un progetto di “armi biologiche – evoluzione umana” chiamato
AKIRA. Tetsuo quindi si metterà sulle tracce di questo AKIRA, di cui tutti
parlano come se fosse una persona o un mostro, nascosto in un sotterraneo. A
cercare di fermarlo ci saranno Kaneda, Kay, i militari e alcuni pazienti del
progetto, che credono che da questo incontro deriverebbe, forse, la fine del
mondo.
Vi ho incuriositi? Spero di si !
Questo film lo consiglio soprattutto per
quanto riguarda l’aspetto tecnico, l’aspetto puramente “estetico”, perché è
veramente superlativo (e trattandosi di un anime di ben 24 anni fa, non è
poco!).
Purtroppo ci sono alcune pecche, alcune scene nonsense, qualche personaggio
caratterizzato con l’accetta, che minano la sua grandezza e lo rendono un
capolavoro mancato. Visionate “Alien” prima di questo. Ma ad ogni modo è
sicuramente utile per comprendere le radici di un certo tipo di fantascienza,
per lo meno negli anime.
Alla prossima!
Niccolò Helan Savoia


