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lunedì 21 aprile 2014

Frankenstein's Army - come sprecare un'idea interessante



Mi soffermo spesso a riflettere sugli orrori commessi durante la seconda guerra mondiale. Oltre agli stermini ed ai campi di concentramento, la cosa che più mi ha scioccato sono stati gli “esperimenti” che supposti “scienziati” nazisti fecero sui deportati, commettendo forse uno dei più grandi delitti nella storia.

Io ho imparato a conoscere la mentalità dittatoriale, e sono sicuro che molti di questi esperimenti mirassero a creare dei super soldati. Tanta era la follia del Reich, da pensare veramente di poter fare una cosa del genere.

E se quei pazzi ci fossero riusciti, e noi non sapessimo nulla ?





Oggi vi presento Frankenstein's Army, film dei Paesi Bassi del 2013 diretto da Richard Raaphorst. Trattasi di un film POV (point of view), genere “filmato in tempo reale” che ha spopolato in occidente con il ben riuscito “The Blair Witch Project “ ed altre pellicole successive (cito ad esempio “REC”).

Il film parte da un idea di base abbastanza originale. Vediamo un gruppo di soldati dell’Armata Rossa, incaricati di fare una ricognizione nell’Europa dell’est sottomessa al nazismo, preparando la grande avanzata di Stalin verso Berlino.

Uno di loro, il soldato Dimitri, è munito di una cinepresa ed è stato incaricato, da Stalin in persona, di filmare le gesta dei militari in guerra, onde fare propaganda in patria.  I soldati, durante il loro cammino fatto di assassinii e stupri (ebbene si, non solo i nazisti facevano queste cose), ricevono una richiesta di aiuto da una guarnigione russa, proveniente da uno sperduto villaggio. Purtroppo ragazzi, non sono riuscito a capire bene il luogo in cui si trovavano e sarò sincero su questo, sono tante le cose che non ho capito di questo film.

Una volta entrati nel villaggio, i nostri “eroi” si imbattono in un orda di esseri abominevoli. Trattasi
di creature aberranti formate da cadaveri e macchine, in un miscuglio blasfemo di carne e metallo. I soldati verranno attaccati dalle creature, ma non sanno che quello che li aspetta è ancora peggio.

Signori, devo dirvi la sincera verità. Frankenstein's Army è un fallimento sotto tutti i punti di vista. Il flop  della pellicola di Raaphorst è vergognoso, considerando che l’idea di base è tanto bella quanto originale. Il mixare film di guerra con fanta-horror di serie B poteva far diventare questo Frankestein’s Army un piccolo cult. Non è stato così.

Innanzitutto, ci sono degli errori dal punto di vista storico : la cinepresa, che il soldato Dimitri porta con se, non può avere una qualità simile, poiché in quel periodo non si era ancora giunti ad una tecnologia tale da riprodurre immagini cosi ad alta risoluzione. Anche ammettendo, però, che la Russia “del film” possa aver prodotto una cosa simile, è una “scoperta” che a noi non serve a nulla. Ed anzi è la nostra condanna. Io non ho mai visto un film con una ripresa cosi “ballonzolante” e caotica. Tra la telecamera che si muove in maniera casuale (e caro Raaphorst, non ci prendere in giro, non hai badato a dove riprendeva, non lo hai mai fatto!) e lo stile videoclipparo del regista, che non fa durare un inquadratura più di 5 secondi, non si riesce veramente a capire nulla.

Oltre a queste sviste tecniche, il lungometraggio risulta ignobile anche dal punto di vista della caratterizzazione dei personaggi. I soldati non solo falliscono nel rendere “pulp” l’armata rossa, ma dimostrano un carattere psicotico ed insulso, che cambia ad ogni inquadratura, ed è frutto di una mera noncuranza della sceneggiatura e della stessa ideazione della vicenda.
L’unica cosa “carina” del film sono le creature. Sono rese abbastanza bene e, devo dire, riescono a trasmettere un inquietudine. Evidente l’ispirazione da Cronemerg, Giger ed i suoi biomeccanoidi e Silent Hill. Il problema è che il regista riesce a renderle involontariamente ridicole, poiché non sa sfruttarne la potenzialità weird, mancando di inserire musiche e soprattutto inquadrature adatte nelle scene in cui appaiono.

Sconsigliatissimo !

Niccolò Helan Savoia

domenica 6 aprile 2014

eXistenZ – il mondo Virtuale contro il mondo Reale



Quando da ragazzo giocavo ai miei numerosi giochi per Ps2, mi capitava sovente di immedesimarmi così tanto nel gioco da perdere, temporaneamente, il contatto con la realtà. Quando uscivo ed andavo in giro sentivo la musica del gioco nella mia mente ed a volte parlavo anche seguendo lo stile dei personaggi che giocavo in quel periodo.

Questo potrebbe essere comprensibile nel momento in cui una persona gioca molto e trova il gioco appassionante, ma l’esperienza videoludica degli anni ’90 era molto poco fotorealistica quindi era facile tenere distinte e distanti le due cose : Virtuale e Reale.

Oggi, forse, si sta diffondendo un sistema di socializzazione e di gioco basato interamente sulla perdita di contatto della realtà; Lo possiamo notare fin da subito constatando quante poche sono le persone che non hanno un account di Facebook, o che abbiano giocato online nell’ultima settimana.

E se tutto ciò facesse male alla nostra società? a noi stessi ?

 
Oggi vi presento eXistenZ, film del 1999 scritto e diretto da David Cronemberg.

Bisognerebbe prima spiegare chi è questo signor Cronemberg. Sintetizzando brutalmente, si tratta di un regista canadese che ama miscelare nei suoi film la tecnologia con la carne. Nei suoi lungometraggi (Videodrome ad esempio, Scanners o il mostruoso horror il demone sotto la pelle…) la scoperta tecnologica è quasi sempre fonte di disagio per l’essere umano.

Le innovazioni, le invenzioni del momento sono cosi dominanti nella vita quotidiana dell’uomo medio da impedirne qualsiasi altra forma di espressione. Il futuro è adesso, qui. E l’uomo non può fare nulla per tornare indietro verso i valori perduti.
In questo eXistenZ troviamo un esempio lampante di quanto affermato: l’attenzione si concentra sull’industria videoludica, che nel mondo di eXistenZ è cosi diffusa e seguita da concepire l’innesto, nella spina dorsale dei Players, di una porta di accesso nella console stessa, definita bioporta.

Le persone non vanno da nessuna parte senza il loro gamepod, un orribile congegno costituito interamente di carne ed organismi. Infatti, nell’ambientazione futuristica di questo lungometraggio, i gamepod sono costituiti da organismi ricavati da uova di anfibi imbottite di DNA modificato. Questa console di carne, sangue e circuiti fa entrare i giocatori in una realtà virtuale completamente fotorealistica ed avvincente.

Guardando il film non si riesce a capire bene quale sia la realtà e quale il gioco, in un intreccio criptico e oscuro che affascina lo spettatore e lo tiene incollato allo schermo !

Certo,. Difetti questo film ne ha: si vedeva che il budget era molto carente, infatti il buon Cronemberg doveva tenere tutti i soldi per fare qualche effetto dissolvenza e quale piccolo anfibio mutante, il resto era composto da animatroni mal costruiti e realizzati. un esempio terribile della scarsità di fondi del regista si ha quando i protagonisti guidano l’auto: un effetto schermo cosi brutto che è difficile immedesimarsi nella pellicola a pieno.
Inoltre un altra cosa mi ha fatto un pò infastidire : dato che il film tratta di questi gamepod che si collegano alla schiena facendo entrare il giocatore in una realtà virutale, si poteva evitare che lo stesso gioco a cui giocano i protagonisti tratti di gamepod e di realtà virtuale! il tema rischiava di diventare ridondante.

Al di la di queste critiche (che sono soggettive e personalissime) ritengo che eXistenZ sia un ottima pellicola, secondo me tra il cyber ed il weird.

Vi lascio con una citazione del film ! alla prossima domenica !

“L’unico modo che ho per stabilire se il gioco è stato o no contaminato...se il pod non è stato danneggiato a vita a causa della mia negligenza.. è giocare ad eXisteZ, con una persona amica. tu sei mio amico, o non lo sei ?”

“Lo sono.”

Niccolò Helan Savoia