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lunedì 28 ottobre 2013

AKIRA - un Uomo con il potere di un Ameba



Sapete, mi ha sempre affascinato il futuro. Ritengo possibile la nascita di diversi mondi e diverse civiltà a partire dalla nostra. Verso infiniti spazi e nuove scoperte. A volte, però, mi soffermo a riflettere sulla natura umana. A volte noi esseri umani siamo animati da una crudeltà che non ci è propria. A volte trasformiamo il nostro futuro in un mostro.
Penso sempre a cose simili quando vedo, o sento, certe cose. Per questo forse mi ha sempre affascinato la fantascienza. Soprattutto quella che non tende ad idealizzare l’uomo nelle sue scoperte e nel suo progresso. Ma rende visibili i suoi vuoti e le sue debolezze.

Grandissime, enormi città. Metropoli tentacolari senza fine, in cui gli uomini vivono ammassati l’uno sull’altro. Tecnologie impossibili vicine all’umano degrado, quello che è proprio di tutti i tempi. Abissi senza fondo, astronavi abbandonate, dove tra pareti intrise di circuiti e cavi, si nascondono i Sopravissuti.

Weird Sci-Fi. Mi piace chiamarlo cosi, ed è questa particolare visione della fantascienza che voglio condividere con voi. Inizierò con questo.



AKIRA è un film di animazione, realizzato nel 1988 (io avevo un anno), ed ispirato all’omonimo manga. L’autore si chiama Katsuhiro Otomo, teniamolo bene a mente, per dopo.

Ho scelto questo Anime per far conoscere le radici di questo tipo di Sci-Fi. Autori come shinya tsukamoto, lo stesso Ridley Scott e molti altri hanno attinto a questa fonte come animali assetati, producendo opere di incommensurabile valore.
Ma adesso procediamo. Cercherò di proporvi una recensione, senza rovinarvi il finale. anche se dire “recensirò Akira” può sembrare forse un po’ troppo ottimista. Non è un opera facile.
Partiamo da ciò che è più tangibile. Tecnicamente questo anime è perfetto. Non appena avremo avviato il video ci accorgeremo dei dettagli, degli infinitesimi dettagli che Otomo ha inserito nelle sue scene. Alcune sembrano delle illustrazioni di Dorè, per la potenza che esprimono. La città di Neo Tokyo, dove è ambientata la storia, è viva, e pulsante di fronte a noi!

Trattasi, da quanto ho potuto intuire (questo anime non ama molto spiegarsi!) di un giappone post Seconda Guerra Mondiale. Una guerra però in cui ha vinto l’asse Roma-Berlino-Tokio. Ma il film non si infogna in queste considerazioni storiche, e la presenza della Gestapo e di pesanti forze armate che girano indisturbate nella città ci serve solo per comprendere la causa dello stato critico in cui versa la città. È difficile mantenere l’ordine, e moltissime bande di motociclisti si contendono i territori. E qui facciamo la conoscenza di Kaneda, capo di uno sparuto gruppo di moto-teppisti. Altro membro importante del gruppo è Tetsuo, il più piccolo e debole, protetto da Kaneda.

E qui cominciano alcune note dolenti di questo film. Purtroppo bisogna essere onesti, questo anime pecca tantissimo di caratterizzazione dei personaggi. In particolare lo stesso Kaneda, che dovrebbe essere il personaggio più importante, non è altro che il classico protagonista carico di bontà, e nulla si intende dei suoi desideri e del suo carattere più profondo. L’unica cosa che lo distingue è l’amore incondizionato per Kay, una rivoluzionaria che cerca di sovvertire l’ordine, in particolare le attività che convergono intorno ad un luogo (il “laboratorio”). 
Kay in particolare è un personaggio che mi ha mandato in bestia. La sua totale mancanza di altruismo ed affetto nei confronti del protagonista è palpabile. Lo usa in continuazione per raggiungere i propri scopi.
Nel frattempo, in stranissime circostanze, il piccolo Tetsuo si imbatte (guarda un po’) in quelli del Laboratorio. Non mi soffermo sui “cattivi” perché sono parecchio stereotipati, ma possiamo dire che in questo momento vediamo la nascita del vero protagonista dell’anime.

Tetsuo appunto, è un ragazzo orfano che è sempre stato vessato dagli altri, ed è stato protetto da Kaneda, il quale lo ha anche fatto entrare nella banda. Tetsuo prova ammirazione per l’amico ma, e qui sta il bello, una certa malefica invidia. 
Lui vuole essere forte, ma non per essere pari a lui, bensì superiore, per schiacciarlo.
Le teste d’uovo del laboratorio (un odiosissimo militare che comanda un branco di soldati e “scienziati”) rapiscono proprio lui per sottoporlo a degli esperimenti. 

In pratica gli sarebbe bastato chiunque, ma rapiscono proprio lui, così, per caso. Dobbiamo porci delle domande? Meglio di no.

In breve, nel laboratorio Tetsuo viene sottoposto ad un trattamento, che insinua in lui la “Forza Vitale”.
E che sarebbe questa forza? Dopo circa un ora ed un quarto di film ci viene spiegata la teoria.
In pratica la forza vitale dell’uomo (costruttore di ponti, castelli e bombe atomiche) è unica.
Ma dato che l’uomo deriva dalle scimmie, e così via a salire fino agli insetti e ai batteri, è possibile che abbia conservato la memoria di stadi pre-tempo. Prima ancora delle Amebe. “Se nel corso di un esperimento fosse stato trasfuso su un Ameba il potere di un essere Umano?”. Questa è la frase che mi ha lasciato esterrefatto. Ed è stato questo che hanno fatto a Tetsuo (che diventa il mio personaggio preferito). Ho visto e rivisto la scena più volte, e sono giunto alla conclusione che abbiano “sbloccato” in Tetsuo la memoria di questi stadi, rendendolo potente come se fosse un Ameba inserita nel suo liquido. Capace di spostare oggetti ed elementi, inglobarli, spostarsi a piacimento. Tutto questo sotto l’intelligenza umana. Purtroppo.
Tetsuo non tarderà a ribellarsi, e comincerà a seminare il panico nel laboratorio. Nessun militare riesce a fermarlo. È una forza ignota. Distrugge pareti, corpi e l’aria stessa con la semplice “forza”.

Tetsuo verrà informato da altri pazienti che è parte di un progetto di “armi biologiche – evoluzione umana” chiamato AKIRA. Tetsuo quindi si metterà sulle tracce di questo AKIRA, di cui tutti parlano come se fosse una persona o un mostro, nascosto in un sotterraneo. A cercare di fermarlo ci saranno Kaneda, Kay, i militari e alcuni pazienti del progetto, che credono che da questo incontro deriverebbe, forse, la fine del mondo.

Vi ho incuriositi? Spero di si !

Questo film lo consiglio soprattutto per quanto riguarda l’aspetto tecnico, l’aspetto puramente “estetico”, perché è veramente superlativo (e trattandosi di un anime di ben 24 anni fa, non è poco!).  
Purtroppo ci sono alcune pecche, alcune scene nonsense, qualche personaggio caratterizzato con l’accetta, che minano la sua grandezza e lo rendono un capolavoro mancato. Visionate “Alien” prima di questo. Ma ad ogni modo è sicuramente utile per comprendere le radici di un certo tipo di fantascienza, per lo meno negli anime. 

Alla prossima!



Niccolò Helan Savoia

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