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mercoledì 11 dicembre 2013

Gyo – esseri aberranti dagli abissi profondi

Sapete, a me piace molto fantasticare sul mare e sulle creature che ci abitano. Le speculazioni sulle profondità degli abissi suscitano sempre in me  curiosità ed eccitazione. Purtroppo però, come capita spesso, molte fantasie possono suscitare in noi paure. La paura dell’Ignoto.




Oggi vi presento Gyo, manga del 2001 di Junji Ito, mangaka horror giapponese famoso anche per Tomie e Uzumaki (dal quale è stato tratto un film, che un giorno vi recensirò).
Questo manga può essere considerato “creepy”, nell’accezione più internettiana del termine, ma anche “weird” per altri aspetti. L’ho trovato negli oscuri meandri di un forum che era ormai chiuso da anni e sono certo di aver scoperto un prodotto veramente strano.
Innanzitutto bisogna soffermarsi sui disegni dell’autore. Devo fare i complimenti al mangaka, perché lo stile è semplice e deciso, ma allo stesso tempo lascia una firma diversa in ogni personaggio. Sapete cosa intendo, in molti manga si distingue un personaggio dall’altro per la forma di capelli o per la corporatura. E questo è veramente triste, considerando quanti bravi disegnatori non vedono mai luce e fama.
La trama è semplice quanto efficace. Una coppia di fidanzati sono in vacanza in un resort di Okinawa (Giappone) quando un essere orribile assale la loro casa. Sembra un pesce, ma ha qualcosa di diverso. Appare in decomposizione, emana un tanfo infernale e, cosa non meno importante, ha delle zampe da ragno!
Si, avete capito bene. Immaginate come sarebbe avere in casa un merluzzo in decomposizione con delle zampe da ragno che vi assale. Di certo non sarebbe una bella esperienza, no ?
Ma non è tutto. Dal mare cominciano ad uscire pesci di ogni forma e dimensione, tutti dotati di queste graziose zampette. E quando intendo tutti i pesci intendo tutti. Squali compresi.
I due fidanzati si troveranno a fronteggiare una vera invasione di questi orribili esseri, e scopriranno, loro malgrado, che tutto il Giappone sta per essere colpito. Giappone che, per certi versi, ha la colpa di tutto questo.
Bisogna dire innanzitutto che, nonostante il tema possa sembrare degno di un b-movie dell’Asylum, la trama ha una certa originalità di fondo. Si sa raccontare ed i personaggi sono tutt’altro che stereotipati. La ragazza, ad esempio, è una vera e propria rompiscatole (probabilmente la detesterete quanto l'ho detestata io!) per natura, ed il suo carattere non l’aiuterà certo a cavarsela.

Ma ho detto troppo! Vi lascio alla lettura appassionata di Gyo!

Niccolò Helan Savoia

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