Sapete, a me piace molto fantasticare sul
mare e sulle creature che ci abitano. Le speculazioni sulle profondità degli
abissi suscitano sempre in me curiosità ed eccitazione. Purtroppo però,
come capita spesso, molte fantasie possono suscitare in noi paure. La paura
dell’Ignoto.
Oggi vi presento Gyo, manga del 2001 di Junji Ito, mangaka horror giapponese famoso anche per Tomie e Uzumaki (dal quale è stato tratto
un film, che un giorno vi recensirò).
Questo manga può essere considerato “creepy”,
nell’accezione più internettiana del termine, ma anche “weird” per altri
aspetti. L’ho trovato negli oscuri meandri di un forum che era ormai chiuso da
anni e sono certo di aver scoperto un prodotto veramente strano.
Innanzitutto
bisogna soffermarsi sui disegni dell’autore. Devo fare i complimenti al
mangaka, perché lo stile è semplice e deciso, ma allo stesso tempo lascia una
firma diversa in ogni personaggio. Sapete cosa intendo, in molti manga si
distingue un personaggio dall’altro per la forma di capelli o per la
corporatura. E questo è veramente triste, considerando quanti bravi disegnatori
non vedono mai luce e fama.
La trama è semplice quanto efficace. Una
coppia di fidanzati sono in vacanza in un resort di Okinawa (Giappone) quando
un essere orribile assale
la loro casa. Sembra un pesce, ma ha qualcosa di diverso. Appare in
decomposizione, emana un tanfo infernale e, cosa non meno importante, ha delle
zampe da ragno!
Si, avete capito bene. Immaginate come
sarebbe avere in casa un merluzzo in decomposizione con delle zampe da ragno
che vi assale. Di certo non sarebbe una bella esperienza, no ?
Ma non è tutto. Dal mare cominciano ad
uscire pesci di ogni forma e dimensione, tutti dotati di queste graziose
zampette. E quando intendo tutti i pesci intendo tutti. Squali compresi.
I due fidanzati si troveranno a
fronteggiare una vera invasione di questi orribili esseri, e scopriranno, loro
malgrado, che tutto il Giappone sta per essere colpito. Giappone che, per certi
versi, ha la colpa
di tutto questo.
Bisogna dire innanzitutto che, nonostante
il tema possa sembrare degno di un b-movie dell’Asylum, la trama ha una certa
originalità di fondo. Si sa raccontare ed i personaggi sono tutt’altro che
stereotipati. La ragazza, ad esempio, è una vera e propria rompiscatole
(probabilmente la detesterete quanto l'ho detestata io!) per natura, ed il suo carattere non l’aiuterà
certo a cavarsela.
Ma ho detto troppo! Vi lascio alla lettura
appassionata di Gyo!
Niccolò Helan Savoia


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