Diverse volte, nel
corso dei miei studi, mi è capitato di imbattermi nelle teorie di
Lombroso.
Cesare Lombroso,
medico, antropologo, criminologo e giurista di metà Ottocento, fondava le sue
teorie criminologiche sulle caratteristiche fisiche dell'individuo.
In breve, la
propensione alla criminalità ed il comportamento sociale di una persona,
secondo Lombroso, potevano essere facilmente previsti tramite un analisi
prettamente fisica e fisionomista del soggetto. Caratteristiche particolari del
cranio erano chiaro segnale di una devianza che avrebbe certamente portato
l'individuo alla malavita. Queste persone secondo Lombroso dovevano,
semplicemente, essere "curate" in manicomio.
Ovviamente le teorie
Lombrosiane erano sbagliate e, per certi versi, non c'era neanche bisogno di
confutarle. Però mi chiedo, e se si trovasse davvero il modo di scoprire se un
individuo è propenso al crimine o meno tramite, che so, un analisi o un check
up?
La nostra società ne
trarrebbe profitto o nascerebbero nuovi pregiudizi ed ingiustizie?
Oggi vi presento Psycho Pass, anime del 2012 scritto da Gen Urobuchi (noto per alcuni OAV di Black Lagoon).
(nota: ciò che vi descrivo NON è uno spoiler, poichè nella prima puntata si viene a conoscenza facilmente di tutto, grazie alla scorrevolezza dell'anime)
In Psycho Pass avviene una sorta di rivisitazione cyber delle teorie Lombrosiane, ma con una piccola differenza : è la mente delle persone a determinare la loro propensione al crimine.
Nella società futuristica descritta nell'opera ogni individuo ha, suo malgrado, innestato nel corpo un apparecchio, detto appunto Psycho Pass. Lo Psycho Pass misura costantemente i parametri della mente del soggetto : felicità, tranquillità. rancore, stress. tutti questi elementi formano infine un indice colorato che fornisce l'esatto "Coefficente di Criminalità".
quando il Coefficente di Criminalità di una persona supera una certa soglia (in media 140, 130) quella persona è considerata un "Criminale Latente".
il Criminale Latente è una persona che ancora non si è macchiata di alcun delitto, ma che ne ha una fortissima propensione, tanto da comportare l'immediato arresto del soggetto ed il suo inserimento in un programma terapeutico. Quando il coefficente di criminalità arriva oltre i 200, quella persona è considerata "Passibile di Esecuzione" e per il Dipartimento di Sicurezza è doveroso eliminarla, senza discussioni.
Per comprendere quanto paranoica ed ossessiva sia la società descritta nell anime, basti pensare che i dati relativi agli Psycho Pass dei cittadini sono pubblici ed aggiornati in tempo reale. Quindi tutte le relazioni umane, da quelle lavorative a quelle amicali, finanche all'amore, sono influenzate irrimediabilmente dall'indice di criminalità che ognuno porta con se.
Qui entrano in scena gli "Ispettori" e gli "Esecutori". Gli Ispettori sono dei "detective" che intervengono sulla scena del crimine, coadiuvando e dirigono l'operato degli Esecutori: queste anime tristi sono delle persone con un altissimo coefficente di criminalità, ma alle quali è stata data un alternativa. Servire per tutta la vita da "cani da caccia" per il Dipartimento di Sicurezza. Essi vivono nella caserma, e possono uscire solo quando è stato commesso un crimine che richiede il loro intervento. Sono gli Esecutori ad arrestare ed uccidere le persone, perchè se lo facessero gli Ispettori, in breve tempo il loro coefficente di criminalità (che varia in base allo stress) salirebbe a tal punto da comprometterli.
Protagonista dell'anime è Akane Tsunemori, neo ispettore del Dipartimento che vede dipanarsi davanti ai suoi giovani occhi la differenza tra teoria e pratica. Akane è una ragazza inesperta, si, ma è capace di pensare con la sua testa e non teme di mettere in discussione i metodi dei superiori. Il suo carattere giocherà un ruolo fondamentale nella vicenda e nei rapporti tra lei e Shinya Kogami.
Shinya è un Esecutore (molto simile fisicamente a Spike Spiegel di Cowboy Bebop) che vive la sua triste condizione come tutti gli altri, ma ha un segreto. Cosa sarà mai ?
Vi consiglio caldamente questo anime. E' delizioso, scorrevole, piacevolmente cyber senza mai eccedere. Inoltre non pecca di troppa cripticità, come molti altri anime sci-fi della scena attuale. I personaggi, infine, sono molto ben caratterizzati e, sopratutto, originali.
Volendo essere polemici, Psycho Pass è quello che Ghost in the Shell non è mai riuscito ad essere.
Spero che, almeno con il tempo, acquisti la fama che merita.
Niccolò Helan Savoia

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