Benvenuti

Benvenuti

lunedì 10 febbraio 2014

Prometheus - il prequel di Alien



Penso spesso a Dio. O comunque all’Entità che ci ha creati. Perché qualcosa ci ha creati e questo è fuori discussione.
Non possiamo però essere certi al 100% che si tratti del Dio del cristianesimo, degli Dei induisti o di un ragno gigante grande quanto una galassia. Certo è che a qualcosa apparteniamo, ed è probabile che siamo stati fatti a sua immagine e somiglianza.
Il problema sorge quando si affaccia nella nostra mente il terribile dubbio “e se noi fossimo stati creati in laboratorio, come noi stessi creiamo sostanze chimiche e cloniamo esseri viventi?”.

Meglio non pensarci e dare il meglio di noi stessi qui, adesso. Ancora non sappiamo cosa ci aspetta nell’Oltremondo.




Oggi vi presento Prometheus, film del 2012 diretto dal maestro Ridley Scott.

Questo film ci aiuta a porci diverse domande sull’esistenza: perché siamo qui, chi o cosa ci ha generati, qual è il senso dell’esistenza. Il tutto incastonato in una delle serie, a mio avviso, più affascinanti della fantascienza : quella di Alien.
Proprio cosi, amici, Prometheus è collegato ad Alien. Ne è il prequel, per la precisione.
Sicuramente la serie di Alien ha sofferto di alti e bassi, però credetemi se vi dico che venire a sapere di questo film, diretto dal grande Maestro che torna a narrarci dell’universo Alien, mi ha quasi commosso.
Veniamo a noi, però. Io sono qui per parlarvi non della serie Alien ma del film in se, dei suoi pregi e, purtroppo, dei suoi difetti.

Attenzione: ciò che seguirà NON contiene spoiler, solo alcune informazioni che sapreste dopo 10 minuti di film!

Prima un po’ di trama!
Il film narra di una scoperta, fatta da due archeologi, Charlie ed Elisabeth (interpretati da Logan Marshall Green e dalla bravissima Noomi Rapace), che svelano un grande mistero legato ad alcune pitture rupestri.

In breve, dalle pitture rupestri scozzesi alle piramidi egizie, la razza umana sembra sapere da migliaia di anni dell’esistenza di una galassia lontana, e ne ha tracciato una sorta di mappa, attraverso un disegno. Il disegno raffigura uomini che pregano un esseri enormi, che indicano un insieme di pianeti. Si tratta, appunto della  “struttura planetaria” della galassia. Questa galassia esiste veramente, ma è molto lontana !
Un informazione che non potevano conoscere da soli, quindi a voi le conclusioni.
Gli archeologi ritengono che il mistero della creazione umana possa celarsi in quella galassia, in particolare su una piccola luna che si trova al suo interno, del tutto simile alla terra. Che siano stati questi esseri giganteschi a crearci?

Il film è fatto molto bene, devo ammetterlo. La resa degli “esseri alieni” (tranquilli su di loro non vi svelerò nulla!) è così buona che per un momento ho pensato realmente fossero attori veri ! Animatroni, signori! Un effetto speciale antichissimo che ancora oggi è il migliore che si possa fare. Al diavolo la computer grafica, sono gli Animatroni che ti fanno veramente credere in quello che vedi. Dalla Cosa allo stesso Alien, solo i migliori li hanno usati, ottenendo ottimi risultati.
Certo, il digitale è stato usato moltissimo, specie nella fotografia, ma ciò non toglie che il risultato finale, dal punto di vista puramente estetico, mi è veramente piaciuto.

Veniamo però al punto dolente. La narrazione.

Signori, è possibile spendere milioni e milioni di dollari in un film, far firmare clausole di segretezza agli attori per non far conoscere le vicende in giro prima della uscita, usare Animatroni superbi, e poi peccare di narrazione? Si, purtroppo è possibile. Questo film ha i buchi nella trama più grandi che io abbia mai visto. Semplicemente si tratta di mancanze, che ti riempiono di amarezza e ti fanno pensare “vabbè, il film deve andare così”. E di punto in bianco non stai più avendo un esperienza visiva, come lo erano Alien e Blade Runner, ma stai solo guardando un film. Un film come tanti altri….
Io questi buchi non posso descriverveli, perché sennò vi butterei addosso degli spoiler grandi come face-huggers (eheheh), però vi posso dire che riguardano al 90% il personaggio di David l’androide. Un personaggio su cui Scott ha puntato molto, ma sul quale ha anche peccato parecchio.

Cercherò di dirvela senza svelarvi nulla : David dice, e fa, cose che semplicemente non può fare, dimostrando di avere informazioni che lui non poteva avere in alcun modo, e soprattutto, azioni per le quali né era stato programmato, né sono frutto di una ribellione contro l’uomo. Semplicemente, dice e fa “robe” che piano piano rovinano e strappano il debole tessuto narrativo del film, come seta a contatto con un ascia bipenne.

Le reazioni umane, poi, sono parecchio carenti. A parte la, ripeto, bravissima Elisabeth Shaw – Noomi Rapace e la sempre bella Charlize Theron, che interpreta la fredda e cattiva Meredith Vickers, gli altri personaggi sono delle macchiette: stupidi, asserviti allo stereotipo che rappresentano, non dimostrano il minimo interesse in ciò che gli succede attorno, nella scoperta che ha rivoluzionato il concetto di Uomo e di Dio, preferendo agire e comportarsi più da personaggi da film di serie B, che da protagonisti di un Colossal.

Amici, Prometheus non è un brutto film. È bello, fidatevi. Ma per i presupposti che c’erano doveva essere un CAPOLAVORO

Ed invece, come già accennato, è solo un film.

Un film come tanti…

PS: chi di voi, nella scena del prologo, ha pensato a Socrate ed alla cicuta ?

Niccolò Helan Savoia

Nessun commento:

Posta un commento