In
molte produzioni fantascientifiche si parla di “ibernazione”, “crio-sonnno” o
“iper-sonno”. Il concetto è sempre lo stesso. Il corpo viene addormentato
forzatamente, non sogna, per decine e decine di anni preservando le cellule dall’invecchiamento
e potendo cosi raggiungere pianeti lontani anni luce.
Ciò
che più mi turba di questo procedimento, che gli scienziati cercano di scoprire
da anni, è che noi non possiamo conoscere l’impatto psico-fisico sul corpo
umano che il crio-sonno lascerebbe.
Potrebbe
essere devastante. Se il soggetto non riuscisse più a svegliarsi? Se, ancora peggio, impazzisse ?
I
nostri nipoti probabilmente lo scopriranno.
Oggi
vi presento Pandorum, film del 2009 diretto da Christian Alvart e prodotto dal buon
vecchio Paul W.S. Anderson. È proprio
la pratica dell’iper-sonno al centro delle vicende del lungometraggio.
L’enorme
Elysium, astronave colonizzatrice, trasporta milioni di passeggeri verso un
pianeta in tutto e per tutto simile alla Terra. Il pianeta in questione si
chiama Tanis, e potrebbe essere l’unica chance di salvezza per una terra ormai
sovrappopolata e senza risorse.
L’umanità
spende tutte le risorse tecnologiche possibili per creare un impianto di
iper-sonno, che garantisca ai numerosi passeggeri di dormire per i 123 anni
necessari all’attracco su Tanis.
Purtroppo,
però, qualcosa va storto nel processo di iper-sonno. Qualcosa fa svegliare i
passeggeri e li trasforma in essere orrendi ed irragionevoli. Spetterà al
caporale Bowers ed al tenente Payton l’arduo compito di riprendere il
controllo dell’astronave ormai nel caos. Ma questo non è l’unico problema dei
protagonisti. Essi, infatti, dovranno fare i conti con Pandorum, una forma di isteria violenta che sembra affliggere i
viaggiatori spaziali. Riusciranno i nostri eroi a salvare la nave e loro
stessi ?
Oscuro,
impietoso, violentissimo prodotto fantascientifico dell’esordiente regista
Alvart, pandorum vi immergerà nelle oscurità nefaste dell’astronave Elysium,
dove non esistono regole se non quelle della sopravvivenza. Una buona influenza
di pellicole antiche (“Alien”, in
primis) rendono accattivante la sceneggiatura e la fotografia del film,
rappresentando più che bene la semioscurità dell’astronave, nonché i mostri che
la occupano
Sicuramente
una pellicola interessante che vi lascerà senza fiato di fronte all’inaspettato,
epico finale. Questo film dimostra che una trama semplice è un ottimo
ingrediente per creare un racconto di qualità. Non sempre, infatti, la forzata
originalità ha portato a buoni prodotti.
Buona
Visione!
Niccolò Helan Savoia


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