Mi capita di pensare a come sarebbe avere
un’altra vita. Il quotidiano, è vero, ti da sicurezza, ma non cessa di
alimentare i sogni. Penso a come sarebbe la mia vita se facessi un mestiere
pericoloso, in cui quando esco la mattina so che potrei non tornare indietro.
Un mestiere in cui si uccide o si viene uccisi, come per esempio il cacciatore
di taglie !
Meglio continuare a sognare
Oggi vi presento Cowboy Bebop, anime di
Shinichiro Watanabe del 1998.
Sicuramente interessante, quanto
avvincente, questo anime si discosta a pieno dalla pletora di prodotti che
imperversano nelle sale e in TV. Assolutamente originale (anche se sono passati
diversi anni ormai), la storia di Spike Spiegel e dei suoi compagni non cessa
di appassionare milioni
di fans in tutto il mondo.
La storia si sviluppa attorno ad un gruppo
di cacciatori di taglie, che in un mondo futuristico si aggirano nella galassia
con la loro astronave. Ricevendo di volta in volta info sui ricercati da un
bislacco telegiornale spaziale, i nostri eroi corrono subito incontro al
pericolo. Bisogna
incassare qualche soldo per poter sbarcare il lunario !
Questo anime, però, non si riduce soltanto
a questo. Ogni personaggio, infatti, ha un passato burrascoso alle spalle, un
passato che li perseguita come un fantasma e che un giorno, è certo, riuscirà a
ritrovarli.
I bellissimi disegni, ma soprattutto le
musiche, rendono Cowboy Bebop un piccolo capolavoro dell’animazione. Musiche
d’autore, che accompagnano con
la raffinatezza ed eleganza propria del Jazz le vicende che si snodano puntata
per puntata.
Cowboy Bebop cerca di insegnare (e
dannazione se ci riesce) allo spettatore che fuggire dai fantasmi del proprio
passato non serve a molto. I fantasmi bisogna affrontarli, ucciderli o si
finisce per venire uccisi.
L’importante è morire lottando!
Niccolò Helan Savoia



Bell'articolo Helan!! E' particolare come anime ma ne vale la pena!
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