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lunedì 4 novembre 2013

Cowboy Bebop – Spacey Little Cowgirl… Come a little closer to me !



Mi capita di pensare a come sarebbe avere un’altra vita. Il quotidiano, è vero, ti da sicurezza, ma non cessa di alimentare i sogni. Penso a come sarebbe la mia vita se facessi un mestiere pericoloso, in cui quando esco la mattina so che potrei non tornare indietro. Un mestiere in cui si uccide o si viene uccisi, come per esempio il cacciatore di taglie !

Meglio continuare a sognare 



Oggi vi presento Cowboy Bebop, anime di Shinichiro Watanabe  del 1998.

Sicuramente interessante, quanto avvincente, questo anime si discosta a pieno dalla pletora di prodotti che imperversano nelle sale e in TV. Assolutamente originale (anche se sono passati diversi anni ormai), la storia di Spike Spiegel e dei suoi compagni non cessa di appassionare milioni di fans in tutto il mondo.
 
La storia si sviluppa attorno ad un gruppo di cacciatori di taglie, che in un mondo futuristico si aggirano nella galassia con la loro astronave. Ricevendo di volta in volta info sui ricercati da un bislacco telegiornale spaziale, i nostri eroi corrono subito incontro al pericolo. Bisogna

incassare qualche soldo per poter sbarcare il lunario !

Questo anime, però, non si riduce soltanto a questo. Ogni personaggio, infatti, ha un passato burrascoso alle spalle, un passato che li perseguita come un fantasma e che un giorno, è certo, riuscirà a ritrovarli.

I bellissimi disegni, ma soprattutto le musiche, rendono Cowboy Bebop un piccolo capolavoro dell’animazione. Musiche d’autore, che accompagnano con la raffinatezza ed eleganza propria del Jazz le vicende che si snodano puntata per puntata.
Cowboy Bebop cerca di insegnare (e dannazione se ci riesce) allo spettatore che fuggire dai fantasmi del proprio passato non serve a molto. I fantasmi bisogna affrontarli, ucciderli o si finisce per venire uccisi.

L’importante è morire lottando!




Niccolò Helan Savoia

1 commento:

  1. Bell'articolo Helan!! E' particolare come anime ma ne vale la pena!

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