I misteri del mare. Molti autori si sono
dedicati anima e corpo nella trattazione delle oscure profondità marine, ma
nessuno secondo me lo ha fatto meglio del vecchio H.P. Lovecraft!
Sicuramente conoscerete questo autore,
anche per sentito dire poiché molte opere attuali di gran lustro si sono
rifatte nel bene o nel male ai suoi racconti.
Oggi volevo porvi un quesito. Se i mostri
marini fossero reali. Se Lovecraft avesse trattato fatti reali, in che mondo
vivremo?
Beh ovviamente, in questo.
Ancora non si sa molto, ma pare che da un
paio d’anni una particolare razza di calamari del Pacifico (il calamaro di
Humboldt), non giganti, ma comunque grandi abbastanza da far paura, si sia
spostata dal suo habitat naturale (le coste dell’Alaska) su una zona che copre
le coste dal Nord della California fino alla punta del Cile.
Questi esseri attaccano
indiscriminatamente, non risentendo del cambio di profondità. Infatti sono capaci di nuotare anche a pelo
d’acqua. Cosa molto strana data la naturale propensione dei calamari per le
grandi profondità. I calamari di Humboldt hanno anche attaccato l’uomo, e pare
che diversi pescatori, nel corso della storia, siano caduti vittime
dell’attacco dei calamari, masticati a morte, mentre pescavano nella loro
piccola imbarcazione.
A quanto pare, il segnale preventivo di un
attacco da parte delle creature sarebbe un repentino cambio di colore della
pelle.
Sono stati catturati alcuni esemplari vivi,
e le immagini che vi mostro sono esplicative. Addirittura
uno degli addetti alla cattura è stato quasi morso in faccia da un calamaro,
che possiede una bocca formata da due denti che si chiudono a “gancio”, in
grado di masticare a morte una persona in poco tempo.
È stata applicata sulla testa dell’animale
una telecamera. E qui viene il bello.
L’essere con la telecamera ha raggiunto i
suoi simili. Dalle riprese emerge che dopo poco, gli altri, accorgendosi della
presenza della telecamera, hanno attaccato in massa il calamaro “camera-man”,
sbranandolo!
Un altro dato interessante : la contrazione
della camera di passaggio dell’acqua, presente sull’essere, produce un rumore
spettrale quando viene pescato, simile al pianto di un gattino.
Alcuni dicono che questi calamari cannibali
(si divorano volentieri a vicenda) siano in grado si saltare fuori dall’acqua
come dei pesci, ma su questo ho dei dubbi. Anzi, devo averne !
E qui il mio quesito ne partorisce un
altro: se il cambio climatico ha costretto questi esseri a
spostarsi dal loro habitat naturale, e noi li stiamo studiando bene solo ora,
cosa potrà mai esserci ancora più giù?
Lo scopriremo presto.
Niccolò Helan Savoia


Nessun commento:
Posta un commento