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martedì 12 novembre 2013

e se i mostri di Lovecraft esistessero veramente ?



I misteri del mare. Molti autori si sono dedicati anima e corpo nella trattazione delle oscure profondità marine, ma nessuno secondo me lo ha fatto meglio del vecchio H.P. Lovecraft!
Sicuramente conoscerete questo autore, anche per sentito dire poiché molte opere attuali di gran lustro si sono rifatte nel bene o nel male ai suoi racconti.
Oggi volevo porvi un quesito. Se i mostri marini fossero reali. Se Lovecraft avesse trattato fatti reali, in che mondo vivremo?

Beh ovviamente, in questo.



 
Ancora non si sa molto, ma pare che da un paio d’anni una particolare razza di calamari del Pacifico (il calamaro di Humboldt), non giganti, ma comunque grandi abbastanza da far paura, si sia spostata dal suo habitat naturale (le coste dell’Alaska) su una zona che copre le coste dal Nord della California fino alla punta del Cile.

Questi esseri attaccano indiscriminatamente, non risentendo del cambio di profondità. Infatti sono capaci di nuotare anche a pelo d’acqua. Cosa molto strana data la naturale propensione dei calamari per le grandi profondità. I calamari di Humboldt hanno anche attaccato l’uomo, e pare che diversi pescatori, nel corso della storia, siano caduti vittime dell’attacco dei calamari, masticati a morte, mentre pescavano nella loro piccola imbarcazione.

 


A quanto pare, il segnale preventivo di un attacco da parte delle creature sarebbe un repentino cambio di colore della pelle.
Sono stati catturati alcuni esemplari vivi, e le immagini che vi mostro sono esplicative. Addirittura uno degli addetti alla cattura è stato quasi morso in faccia da un calamaro, che possiede una bocca formata da due denti che si chiudono a “gancio”, in grado di masticare a morte una persona in poco tempo.
È stata applicata sulla testa dell’animale una telecamera. E qui viene il bello.
L’essere con la telecamera ha raggiunto i suoi simili. Dalle riprese emerge che dopo poco, gli altri, accorgendosi della presenza della telecamera, hanno attaccato in massa il calamaro “camera-man”, sbranandolo!

Un altro dato interessante : la contrazione della camera di passaggio dell’acqua, presente sull’essere, produce un rumore spettrale quando viene pescato, simile al pianto di un gattino.
Alcuni dicono che questi calamari cannibali (si divorano volentieri a vicenda) siano in grado si saltare fuori dall’acqua come dei pesci, ma su questo ho dei dubbi. Anzi, devo averne !

E qui il mio quesito ne partorisce un altro: se il cambio climatico ha costretto questi esseri a spostarsi dal loro habitat naturale, e noi li stiamo studiando bene solo ora, cosa potrà mai esserci ancora più giù?

Lo scopriremo presto.

Niccolò Helan Savoia

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