A
volte penso a come sarebbe avere una tecnologia estremamente sofisticata a
nostra disposizione. Se gli Urania che leggevo e leggo ancora si avverassero,
le nostre possibilità diverrebbero infinite, e noi potremmo realmente essere
degli Dei. Certamente però accelerare i tempi potrebbe farci rischiare molto.
Per questo penso sia meglio andarci cauti con gli esperimenti.
Ed essere
prudenti..
Oggi
vi presento La Mosca, film horror-fantascientifico del 1986 diretto da David Cronenberg,
sul quale siamo tornati spesso in passato e (spero) ritorneremo!
Il film
in questione è l’esempio più cupo, lampante e reale di quanto l’uomo delle
volte si spinga troppo oltre, diventando un Icaro della scienza, il cui volo (ahimè)
dura sempre troppo poco.
La trama
vede lo scienziato Seth Brundle, interpretato dal (sottovalutato) Jeff Goldblum,
che ha appena ideato una meravigliosa macchina per il teletrasporto.
La
macchina appare funzionare bene con gli oggetti inanimati, ma con gli organismi
viventi dimostra un difetto terrificante: non riesce bene a distinguere i DNA
di due soggetti entrati contemporaneamente nel teletrasporto, e tende a
mischiare i geni.
Questo
comporta un evento tragico. Il povero Seth, sperimentando su se stesso la sua
invenzione, fa
entrare accidentalmente una mosca con lui nella cabina. Il risultato
però non appare negativo. Il Dottor Brundle sembra avere una forza inaspettata,
ed anche l’intelligenza sembra giovarne.
Lo
scienziato però ignora che il suo DNA è stato ricombinato con una mosca. Ed essendo
convinto che il teletrasporto autenticamente migliori la razza, gode dei suoi
nuovi poteri (anche di natura sessuale).
Purtroppo
non è tutto oro quello che luccica, e Seth scopre successivamente l’accaduto
quando, suo malgrado, subisce piano piano una orribile trasformazione in mosca.
La trasformazione
è resa da Cronemberg ottimamente, e riesce a stupire ed inorridire lo
spettatore, che assiste alle disgustose ed orribili deformazioni di Seth, sia
fisicamente che mentalmente.
il
mostro ormai liberato semina il panico nei dintorni del laboratorio. Spetterà alla
ex amata dello scienziato, interpretata dall’ottima Geena Davis, scontrarsi con
il suo passato amore, reso ormai un aberrazione dalla sua stessa scienza.
Considero
“la Mosca” come una “favola nera della scienza”. Di certo non da raccontare ai
bambini !
Niccolò Helan Savoia


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