La fantascienza che caratterizzava molti
racconti Urania, che leggevo da ragazzo, per lo più si incentrava su mondi
proiettati nel futuro, interessanti e diversi dal nostro perché lontanissimi
dall’attualità, in cui uomini ed alieni spesso e volentieri erano compagni e
colleghi nelle galassie e vi erano tecnologie impensabili.
Però non mancavano anche i racconti tetri, oscuri e decadenti, in cui l’uomo aveva attraversato una “involuzione” e non aveva saputo far crescere, accanto alle tecnologie, anche i suoi valori.
Però non mancavano anche i racconti tetri, oscuri e decadenti, in cui l’uomo aveva attraversato una “involuzione” e non aveva saputo far crescere, accanto alle tecnologie, anche i suoi valori.
Quelli erano i miei preferiti.
Oggi vi presento Cyberpunk 2077, un gioco
in fase di sviluppo creato dalla CD Projekt Red, già conosciuta sul mercato per
The Witcher e The Witcher 2.
Si sa pochissimo su come sarà il gameplay,
ma i ragazzi della CD hanno comunicato molto sull’ambientazione e l’atmosfera.
Forse perché sanno che è, sicuramente, il vero punto di forza di questo titolo.
AKIRA per la somiglianza tra le due città.
La società, grazie alle tecnologie avanzatissime del 2077, consente a chi
ha abbastanza crediti di poter usufruire di due “servizi”: il potenziamento umano e
la braindance.
Il potenziamento umano consiste in innesti
cibernetici e/o meccanici all’interno dell’organismo che dovrebbero, si crede,
renderlo più resistente, più forte e più letale. Sono possibili per chiunque
abbia la disponibilità economica necessaria. Il lato negativo è che, forse per
il loro effetto psicofisico sui soggetti, questi potenziamenti creano una
forte dipendenza. Non si riesce a smettere di trasformarsi, e si rischia di
superare il limite dell’umano e diventare qualcos’altro.
La braindance è una particolare pratica che
permette, usufruendo di un potenziamento pre-installato nel cervello, di vivere
le esperienze di un’altra persona, che vengono caricate sul tuo cervello e tu
assumi il “ricordo” e le “emozioni” vissute in quella determinata circostanza,
da quella persona a te estranea. Posso con orgoglio affermare che nei cinema
italiani già si era parlato di qualcosa di simile (vi invito a visionare Nirvana di Gabriele Salvatores). Il
lato negativo, pressoché oscuro
di questa pratica è che, aldilà dei dibattiti etici-morali, alla gente piace.
Piace troppo e non ci si accontenta di vivere, ad esempio, l’esperienza di un
paracadutista seduti comodamente a casa propria. Si vogliono cose più malate ed
oscure.
È infatti possibile trovare, nel mercato di
contrabbando, braindance che riproducono esperienze di criminali, assassini e
serial killer.
Sulla braindance hanno puntato moltissimo
gli autori del gioco, credo infatti che sarà al centro della narrazione. Forse
ciò che abbiamo visto nel trailer era proprio una braindance di quella donna.
Ma non si sa, per ora.
Queste due tecnologie hanno sullo sfondo
una città, un paese, profondamente colpiti da una crisi economica. Ci sono
pochissimi ricchi e veramente troppe, troppe persone che muoiono di fame. Ciò
causa perenni scontri e malcontenti nelle strade, che spesso sfociano nel
sangue.
Ciò che mi colpisce di questo titolo è la
sua attualità. Sicuramente non è un termine del tutto appropriato ma è quello
che si addice di più, a mio avviso.
Se pensate ai Reality, all’esagerazione
della chirurgia plastica (negli USA viene praticata anche su ragazzi e bambini
piccoli), alla “crisi”, potremmo trovare delle similitudini quanto meno tra il
nostro mondo e Night City, non trovate?
Purtroppo non si sanno ancora né l’uscita,
né la piattaforma sulla quale sarà lanciato questo videogioco, ma vi assicuro
che vi terrò informati. Nel frattempo voi visitate il sito internet www.cyberpunk.net
Niccolò Helan Savoia

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