Si dice che il primo amore non si scorda
mai. Io penso che sia perché l’età infantile, a mio avviso bellissima, riesce a
rendere il fanciullo molto più recettivo a determinate sensazioni. Un adolescente,
rispetto ad un giovane uomo, ha una sensibilità diversa. Riesce a carpire
determinati linguaggi poiché compensa la sua inesperienza ed immaturità con una
sensibilità ed un audacia senza pari.
Per questo, quando ci si innamora di
qualcuno a quell’età, il ricordo di un amore perduto rimane nelle nostre anime
per anni ed anni, a volte per sempre. In certe occasioni particolari, il segno
lasciatoci ricomincia a bruciare.
E noi ricordiamo.
Questa settimana vi presento Elfen Lied,
anime uscito nel 2004 in Giappone, inedito in Italia, tratto dall’omonimo manga
di Lynn Okamoto.
Devo dire che il modo in cui ho scoperto
questo anime non è dei più felici. Girovagando su internet mi sono imbattuto in
immagini parecchio violente riguardanti proprio questa serie, ed incuriosito ho
deciso di procurarmela. Una volta visionati tutti i 13 episodi ho potuto
convenire con me stesso.
Questo anime è malato.
Senza turbarvi ulteriormente procedo con il
raccontarvi un po’ di trama, la quale verte proprio intorno ad un ricordo
infantile, che accompagna un giovane ragazzo di nome Kouta, che ritorna dopo
molti anni in un paese, dove lui ha trascorso le vacanze quando era molto
piccolo.
Bisogna dire che Kouta mostra di non ricordare determinati avvenimenti
accaduti durante quel suo viaggio, quasi come se li avesse rimossi. Ad
attenderlo una sua cugina che lo ospiterà in una enorme casa di famiglia, nella
periferia del paese.
Mentre il ragazzo fa il suo ingresso in
paese, però, qualcosa di terribile sta accadendo a pochi kilometri.
In un palazzo, simile ad un laboratorio
segreto, un paziente di sesso femminile è riuscito ad allontanarsi dalla sua
stanza. L’essere appare come una donna nuda con in capo interamente coperto da
un casco. Questo strumento costrittivo, sicuramente inserito sul suo capo dagli
scienziati , impedisce di vedere immediatamente i lineamenti della ragazza.
Immediatamente dopo essere scappata dalla sua camera, la ragazza usa una sua
“capacità” per mietere incondizionatamente vittime intorno a se. Una inserviente,
qualche soldato e dottori vari vengono rapidamente fatti a pezzi, con una furia
incontrollabile.
La “capacità” consiste nella possibilità di
proiettare “braccia” trasparenti e apparentemente
incorporee, dal suo corpo
tutto intorno a lei. Le braccia possono essere allungate per svariati metri e
sono dotate di una forza prodigiosa, pur essendo le proiezioni delle braccia di
una ragazza. Inoltre si nota fin da subito che le braccia non sono visibili
all’occhio umano, e ciò rende questo essere una vera e propria minaccia.
L’essere, una volta uscito dal laboratorio,
viene raggiunto al capo da un potente colpo sparato da un fucile da guerra
(stile “Barrett”, per intenderci) e perde il casco che le attutisce il colpo.
Notiamo subito che la ragazza ha un paio di “protuberanze” sul capo, simili a
corna.
La ragazza perde allora tutta la sua indole
malvagia ed aggressiva, poiché è colta da temporanea amnesia.
Ed è allora che
incontra per caso Kouta, che scambiandola per una trovatella deciderà di
ospitarla in casa sua per la notte.
Il ragazzo non sa che la ragazza possiede
un potere devastante, e non sa che scienziati e soldati senza scrupoli sono già
sulle sue tracce per eliminarla o riportarla indietro.
Ma chi è in realtà, questa ragazza? Spoiler
in arrivo !
Lucy (che nella sua controparte “smemorata”
e carina viene chiamata Nyù) è un Diclonius. I Diclonius sono l’evoluzione
dell’uomo, il passo successivo dopo l’homo sapiens sapiens, che lo stesso uomo
tende a nascondere in laboratori per proteggersi dal loro potere devastante,
ogni qualvolta una coppia umana scopre di aver concepito uno di loro.
I
Diclonius, infatti, mostrano un potere immenso già in piccola età ( 7 – 8 anni)
ed il pericolo di essere fatti a pezzi è parecchio alto. Provate a fornire un
bambino qualunque di un fucile a canne mozze e capirete cosa intendo.
I Diclonius che hanno i “poteri” sono
esclusivamente le femmine, mentre i maschi fungono da “fuchi” e, a parte le
corna, sono in tutto e per tutto umani.
Su questo sfondo allucinante si crea un legame
profondo quanto strano tra Kouta e Nyù.
Quando Nyù ritorna momentaneamente
Lucy, mostra di conoscere Kouta già da tantissimi anni, e ciò fa cadere Kouta
in delle crisi post-traumatiche.
Cosa sarà successo, in quella lontana
vacanza del passato?
Ragazzi, penso di non aver mai visto un
anime del genere. Questa serie è carica di contenuti violentissimi. Braccia e
gambe che volano, teste mozzate ed anche animali morti. Poi, considerando che
molti personaggi sono ragazzini, capirete quanto ciò sia “estremo”. Inoltre, la
capacità dell’anime di inserire una storia d’amore in questo sfondo è assurda,
inopportuna, quanto geniale.
Guardatelo.
Niccolò Helan Savoia




Bellissimo! Lo vedrò!
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