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giovedì 14 novembre 2013

Serial Experiments Lain – dovunque si trovino, le persone sono sempre connesse



Ogni tanto mi piace trascorrere secondi, interi minuti, a pensare alle vecchie amicizie virtuali che ci lasciamo alle spalle.
Noi, classe 1987, abbiamo avuto un approccio con la “chat” e con il virtuale molto lento, ma inesorabile. Dai primi programmi integrati col Pc al Live Spaces, da Myspace a Netlog, Facebook. Noi abbiamo scoperto man mano che, dietro la quotidianità, dietro i colori del mondo si nasconde, forse da sempre, una realtà ben più diversa. Il Wired, il mondo virtuale, il mondo in cui tutti noi possiamo essere quello che non siamo, e quello che forse non saremo mai. Un mondo apparentemente senza regole, senza punizioni, senza dolore.
Passando sempre più tempo sul pc, con la 56k che fumava ed il modem che sembrava un nugolo di vespe inferocite, ci siamo lanciati in questo mondo senza freni, cercando l’amico, il sesso, l’amore.
Alcuni di noi si sono persi, altri ne sono usciti, altri sono ancora li. Io ho conosciuto molte persone in chat, e la velocità sui tasti la devo proprio a questo. Alcune di queste persone le sento sporadicamente, di altre ho perso ogni traccia. E mi sorprende pensare a come certe persone le ho idealizzate, e quanto pochi, labili ricordi possano essere ancora lucenti e colmi di significato.

Mi piace fantasticare ancora che, se mi mettessi al pc ed entrassi in chat, le troverei ancora li, come quei giorni.

Come se non mi avessero mai abbandonato.




Oggi vi presento serial experiments lain, anime che ha letteralmente sconvolto la mia esistenza, sicuramente uno dei miei preferiti.

Malinconico, coinvolgente, criptico ma allo stesso tempo mostruosamente chiaro, questo anime è frutto della mente di Yasuyuki Ueda e Yoshitoshi ABe, quest’ultimo uno dei miei autori preferiti, di cui forse un giorno vi parlerò.
Il racconto è ambientato in una città del Giappone nel nostro tempo, con la differenza che la tecnologia legata al social network  ha raggiunto un livello elevatissimo, consentendo mediante dei particolari personal computer, i NAVI, l’accesso ad una vera e propria realtà virtuale, il Wired. Nel Wired si può essere un avatar a piacimento, e si ha l’illusione di poter fare qualunque cosa.
La trama narra, in chiave particolarissima e squisitamente cyberpunk, le vicende di una giovane ragazzina, Lain Iwakura, che si ritrova coinvolta in fatti apparentemente inspiegabili.
La storia inizia con l’inspiegabile suicidio di Chisa, una ragazza della stessa scuola di Lain, fatto che impressiona molto le compagne di classe. Lain, una ragazzina molto introversa che vive con passività l’assenza di rapporti sociali con le altre ragazze, viene a sapere che sui NAVI delle compagne arrivano diverse mail proprio dall’account di Chisa, fatto inspiegabile e parecchio inquietante. Lain decide di riattivare il suo vecchio NAVI per dare un occhiata alla Rete, e riceve una mail…
Da li comincia per lei un odissea di rivelazioni sconvolgenti e mezze verità. Lain capisce che le sensazioni aliene che le da la realtà che la circonda hanno un significato più profondo della sua semplice sociopatia. Comprende i giochi di potere che si nascondono dietro la realtà Wired, le vette ignote e pericolosissime raggiunte dalla tecnologia segreta ed il suo ruolo, sorprendente, in tutto questo.
Questo anime, a mio avviso, è capace di catturare totalmente l’attenzione dello spettatore, catapultandolo in un gioco allucinante, ed a volte parecchio strano, di narrazione. Lain, personaggio doppio, trino ed infine Uno, è dotato di un carisma eccezionale. Credo che non siano in pochi coloro che si sono autenticamente innamorati di lei.
Non sono un critico cinematografico, ma posso dire con certezza che le vicende e la struttura narrativa dell’anime in questione, che conta 13 episodi, sarebbero degni di un film di David Lynch, con sorprendente rivelazione finale.
Anche se, con grande sforzo, devo ammettere che serial experiments lain non è esente da difetti, in particolare nel campo tecnico. In molte occasioni ho storto il naso di fronte alla qualità dei disegni, a volte discreti nell’ambientazione, ma parecchio deludenti nel design dei personaggi. Diciamo che questo anime avrebbe davvero bisogno di un restyle in chiave Neo Genesis Evangelion, ma ciò sicuramente rovinerebbe l’opera, che è ormai completa e perfetta anche nelle sue imperfezioni. Molto interessanti gli intermezzi documentaristici dove vengono descritte fasi più o meno oscure dell’evoluzione della tecnologia umana, con collegamenti ad alieni, progetti top secret e tecnologie d’avanguardia del passato. Il doppiaggio italiano, infine, è di buona qualità.

Questo anime ve lo consiglio caldamente, non solo perché bello, ma anche perché sinceramente cambierà il vostro modo di vedere i personal computers.

Ora devo andare, ho ricevuto una strana mail…


Niccolò Helan Savoia

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